Casa, lavoro e nuovi bisogni abitativi: il confronto promosso da CISL Brescia
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Casa, lavoro e nuovi bisogni abitativi: il confronto promosso da CISL Brescia

Dal costo degli affitti agli alloggi vuoti, le proposte emerse dal convegno del 6 novembre

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Pubblicato il 8 Novembre 2026

La casa è diventata una questione che attraversa il lavoro, i salari, le pensioni e la possibilità di costruire il proprio futuro. Da questa consapevolezza è partito il convegno «La casa, bene di tutti, tra bisogni di oggi e sfide di domani», promosso il 6 novembre da CISL Brescia con Filca CISL, Fnp CISL e Sicet. Un confronto tra sindacato, istituzioni e mondo delle costruzioni per guardare ai bisogni di chi cerca un’abitazione, di chi fatica a sostenerne il costo e di chi vuole continuare a vivere nella propria casa con dignità.

Nell’aprire i lavori, Alberto Pluda, segretario generale CISL Brescia, ha collegato il tema dell’abitare al caro vita e alle difficoltà che riguardano soprattutto i giovani: avere un lavoro non basta sempre a rendere possibile l’autonomia, se una parte troppo alta del reddito è assorbita dall’affitto. Mirko Capelli della Filca CISL ha ripreso questo rapporto tra casa, lavoro e salari, portando l’attenzione anche su chi lavora nel settore delle costruzioni ma non riesce a permettersi un’abitazione. Recuperare gli edifici esistenti e contrastare lo spopolamento delle valli sono parte della stessa riflessione sul futuro del territorio.

Per Roberto Bocchio, segretario generale Fnp CISL Brescia, la questione abitativa cambia volto con l’età. Una pensione deve consentire di sostenere le spese della casa, ma servono anche abitazioni accessibili e soluzioni che aiutino le persone anziane a mantenere autonomia e relazioni. Tra le proposte discusse figurano garanzie contro le morosità, incentivi per rimettere gli immobili sul mercato e forme di abitare condiviso, accompagnate da servizi e reti di prossimità.

Erald Ngjela, segretario del Sicet Brescia, ha richiamato il divario tra la domanda di case e il patrimonio che resta inutilizzato: secondo il dato portato al convegno, a Brescia ci sono circa 11mila alloggi privati sfitti. Per favorirne la disponibilità occorre affrontare le preoccupazioni dei proprietari e costruire strumenti capaci di dare maggiori garanzie a chi affitta e a chi cerca casa. In questo percorso il Sicet chiede anche il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nell’Agenzia per la casa.

Dal punto di vista delle costruzioni, Massimo Angelo Deldossi, presidente di Ance Brescia, ha posto l’attenzione sul recupero e sulla riqualificazione del patrimonio esistente, insieme alla necessità di regole e strumenti che rendano possibili gli interventi. Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha richiamato infine il ruolo della programmazione pubblica: il bisogno di abitare riguarda anche i territori fuori dai grandi centri e richiede risposte coerenti con le caratteristiche delle diverse comunità.

Il confronto ha indicato una direzione comune: trattare la casa come un’infrastruttura sociale, mettendo in relazione politiche abitative, redditi, rigenerazione e servizi. Al convegno e alle proposte emerse ha dedicato spazio anche Bresciaoggi nell’edizione di domenica 8 novembre.