
Quanto agli insegnanti il segretario della Cisl scuola osserva: «Quando ci domandiamo che qualità abbiamo nelle nostre scuole, non si può non notare che è garantita solo dal buon senso e dalla professionalità del personale che vi opera. Personale che andrebbe valorizzato. Invece accade il contrario, tant’è che in ogni manovra viene bastonato. Recentemente si sono aggiunti il blocco del contratto fino al 2015, con conseguente perdita del potere d’acquisto; lo slittamento per la buonuscita o Tfr; la pensione procrastinata di un anno rispetto all’acquisizione dei diritti».
C’è però anche qualche segnale positivo: «Da quest’anno, con la manovra di luglio, a Brescia sono entrati in ruolo in 1.500 tra docenti e personale tecnico-amministrativo. E questo si deve anche alla nostra pressione. A livello nazionale parliamo invece di 67mila lavoratori. Auspichiamo che le promesse siano mantenute e che nel giro di tre anni siano stabilizzati in 140mila».
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Che futuro può avere un Paese che non investe sulla scuola?
2 min per leggere questo articoloPubblicato il 21 Settembre 2011