Oltre i numeri, ricordiamo le persone.

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La mostra CISL "Io Ero - Memorie di vite spezzate"

Dal 2022 ad oggi, 48  lavoratori hanno perso la vita nel Bresciano. Con la mostra “Io Ero – Memorie di vite spezzate”, CISL Brescia vuole dare un volto e un nome a queste vittime, raccontando le loro storie per richiamare attenzione sul problema della salute e della sicurezza sul lavoro.

LE NOSTRE STORIE | VITE SPEZZATE, NOMI DA RICORDARE

A ciascuna delle vittime è dedicato uno dei pannelli della mostra, presentata per la prima volta nella sede provinciale della Cisl. Da qui, la mostra ha iniziato il suo percorso nelle scuole della città e della provincia, accompagnando tutte le iniziative promosse dalla Cisl per porre fine alla tragica serie di incidenti che coinvolgono fabbriche e cantieri.

Ogni pannello racconta una storia. Ognuno di loro era un padre, una madre, un figlio o una figlia.
Come Sami, il più giovane, morto a soli 22 anni precipitando da un traliccio a Castegnato, o come tanti altri, di cui oggi raccontiamo la storia, non attraverso numeri, ma attraverso i loro nomi e le loro vite.

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Le testimonianze reali aiutano a sensibilizzare e a prevenire futuri incidenti.
Insieme possiamo costruire una cultura della sicurezza più forte e consapevole.

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SICUREZZA SUL LAVORO | UNA BATTAGLIA COLLETTIVA

Il segretario Cisl: “Non ci si può accontentare di qualche ora di sciopero”

“Non possiamo rassegnarci al fatto che si muoia ancora sul lavoro. – afferma Alberto Pluda, segretario generale di Cisl Brescia – Noi abbiamo fatto una scelta forte: quella di non accontentarci di qualche ora di sciopero, ma di intensificare le azioni che possono davvero cambiare la situazione, cambiare i comportamenti, creare nuova consapevolezza”.

Il vicesindaco: “Serve responsabilità collettiva”

“La Cisl – ha osservato il vicesindaco di Brescia, Federico Manzoni, intervenuto alla presentazione del primo allestimento della mostra – chiama alla responsabilità collettiva: i lavoratori che devono mettere in atto le misure di sicurezza, le aziende che devono assicurare e garantire tutte le misure di dignità e sicurezza, le istituzioni le quali, oltre a fare le regole, devono anche farle rispettare con maggiori controlli e presenza”.

VINCENZO, L’INFORTUNIO SUL LAVORO
IL RACCONTO AGLI STUDENTI

Non posso più fare tutto quello che facevo prima dell’infortunio, ma grazie all’aiuto di tante persone sono riuscito a trovare la forza di raccontare la mia storia.

“Ciao, mi chiamo Vincenzo, ho 40 anni e sono operatore sindacale della Fim Cisl di Brescia, la Federazione dei lavoratori metalmeccanici. Vi racconto quello che mi è successo in un giorno d’agosto di qualche anno fa, quando lavoravo in una delle fabbriche di un grande gruppo siderurgico. Rimasi vittima di un grave infortunio che per ben 6 mesi mi costrinse su una carrozzina e a 2 anni di cure per recuperare completamente l’uso delle gambe”.

La testimonianza di Vincenzo è di quelle che lasciano con il fiato sospeso, e le decine di studenti a cui ha parlato al Liceo ‘Don Milani’ di Montichiari hanno ascoltato la sua storia con grande attenzione.

Il tutto è avvenuto in occasione dell’allestimento all’interno dell’Istituto, della mostra promossa dalla Cisl per sensibilizzare ai temi della salute e della sicurezza sul lavoro. Claudia Covri, dirigente scolastica dell’Istituto ha rimarcato il valore dell’iniziativa che si iscrive in un percorso che la scuola ha avviato da tempo sul tema della sicurezza. Alberto Pluda, segretario generale di Cisl Brescia ha ringraziato dell’opportunità di incontrare e parlare con gli studenti di un problema così rilevante, concetto ripreso dal consigliere provinciale con delega all’Istruzione Filippo Ferrari.

“A distanza di anni dall’infortunio che ho subito – ha concluso Vincenzo – il ricordo in me è ancora vivo. Non posso fare più quello che facevo prima dell’infortunio, ma grazie alla buona volontà e all’aiuto di tante persone sono riuscito a recuperare, e ad avere la forza di raccontare la mia storia, sperando che possa aiutare chi l’ascolta a dare il giusto peso alle questioni della sicurezza sul lavoro”.

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