
“L’esercito di precari della scuola italiana – scrive il giornale – sta per essere investito dal piano triennale di immissione a ruolo deciso dal governo. Tra insegnanti e personale Ata (amministratori, tecnici e ausiliari) saranno 67mila a conquistare un contratto a tempo indeterminato.
«La novità non è tanto che si assuma – osserva Colosio – perché questo succede ogni anno nella scuola. La vera novità è che c’è un programma triennale di immissioni. La stabilizzazione di migliaia di docenti, credo, darà una scossa al settore e produrrà risultati positivi. Il piano triennale è un provvedimento che toccherà in maniera significativa la Lombardia. La nostra regione possiede il più alto numero di insegnanti d’Italia, intorno alle 25-30 mila persone. E’ chiaro che poi tutto deve sempre essere fatto in base alle esigenze del bilancio perché nulla si può fare se non ci sono i finanziamenti».
Quali le previsioni su Brescia?
Con un calcolo approssimativo si può dire che, se in tutto il Paese saranno assunti 32 mila docenti precari e 5-6 mila in Lombardia, a Brescia saranno interessati dal provvedimento circa un migliaio di insegnanti. Un ritmo di assunzioni che difficilmente si realizza in altri comparti soprattutto in questi anni di crisi».
Un intervento che non è immune da polemiche. In particolare rispetto alle modalità di selezione dei docenti. Si attingerà dalle vecchie graduatorie o dalle nuove? O con una modalità mista?
«Per il momento nessuno può ancora dire quale sarà la metodologia applicata, non ci resta quindi che attendere le decisioni del governo. Per quando mi riguarda penso che lo strumento delle graduatorie nazionali sia sbagliato e ha già dimostrato in molto casi tutta la sua fragilità. (…) E’ necessario tornare a forme di reclutamento legate alla professionalità. Credo che il concorso sia lo strumento che produce il male minore (…)».
L’inizio del nuovo anno scolastico è vicino ma a Brescia mancano ancora all’appello decine di dirigenti scolastici.
«Questo è un grosso problema presente nel territorio bresciano a cui però, almeno per quest’anno, non c’è soluzione. Il buco a Brescia è all’incirca di 70 dirigenti, più o meno il 45 per cento di quelli di cui la scuola bresciana necessita. Per fortuna è stato bandito il concorso per dirigenti, ma nell’immediato la nostra città dovrà comunque ricorrere alle reggenze (…)».
l’intervista di Bresciaoggi al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale