Medicina di genere, per vivere più a lungo ma anche in buona salute
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Medicina di genere, per vivere più a lungo ma anche in buona salute

In un Paese che invecchia rapidamente occorre costruire una cultura che promuova sia il tempo che la qualità della vita

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Pubblicato il 17 Maggio 2024

“Fare informazione e favorire una cultura che promuova una buona salute è un compito che come sindacato avvertiamo con forza,  in un Paese che invecchia rapidamente e dove, per questo motivo, la politica e la programmazione socio sanitaria dovrebbero mettere in campo strategie, come la Medicina di Genere, volte sicuramente a vivere più a lungo, ma sempre più in buona salute”.

Maria Rosa Loda, componente la Segreteria provinciale di Cisl Brescia, ha introdotto con queste parole il primo dei quattro incontri promossi dalla Cisl e dalla Federazione dei Pensionati per conoscere cos’è e come funziona la Medicina di Genere.

 

Evidenze scientifiche 

Al tavolo dei relatori di questa prima tappa del percorso c’erano la sociologa Elisabetta Donati e due medici, Donatella Albini e Annalisa Voltolini.

“Esistono oggi numerose evidenze nella letteratura scientifica che mostrano quanto sia importante tenere in considerazione, nella valutazione della salute delle persone, anche la loro appartenenza di genere. – ha affermato Elisabetta Donati – Sulla salute delle donne impattano molto diversamente il riconoscimento e la diagnosi delle malattie, l’accesso alle cure, le prestazioni assistenziali, la predisposizione verso alcune patologie, l’efficacia di molti farmaci”.

 

Progressi ce ne sono stati, ma molto disomogenei

Il caso di studio che ha messo in evidenza la questione della Medicina di Genere è quello di una cardiologa statunitense che negli anni Novanta pubblicò i risultati delle sue ricerche che attestano una vera e propria discriminazione delle donne nella gestione delle malattie cardiovascolari. “Da allora in poi – ha spiegato Donatella Albini – sono stati compiuti significativi progressi nel riconoscimento e trattamento della salute femminile in settori importanti. Tuttavia tali progressi non sono stati uniformi ovunque e, ancora oggi, si segnalano numerose disuguaglianze tra donne e uomini, con gravi conseguenze per il benessere della collettività umana”.

Se poi si considera che la salute non è un argomento di sola pertinenza della medicina, ma interpella tutti gli altri ambiti della vita quotidiana, dal lavoro, all’ambiente, alla gestione del tempo libero, dello sport e delle attività culturali, si capisce ancora di più qual è la portata di una specifica attenzione medica nei confronti delle donne.

 

Un aiuto dalla legge

“Il riconoscimento di un Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere in Italia – ha aggiunto Annalisa Voltolini – è avvenuto nel 2018, con una norma di legge che dà precise indicazioni sulla necessità di un approccio di genere in sanità nei percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, ricerca e innovazione, formazione, comunicazione. Le ricadute saranno importanti per ottenere una maggiore appropriatezza prescrittiva, una migliore efficacia delle cure e una più elevata e complessiva sostenibilità ed efficienza del sistema sanitario nazionale”.

 

Prossimo incontro dopo l’estate

Il prossimo incontro di Cisl e Fnp Brescia sulla Medicina di Genere è in programma dopo l’estate e sarà dedicato alle malattie cardiovascolari.

 

testo redatto con la collaborazione di Carla Noci