
All’incertezza del futuro che pesa sui 120 dipendenti dell’azienda si aggiunge l’incertezza e la poca chiarezza di alcune decisioni aziendali di quest’ultimo periodo che non consente di capire a chi è in capo la proprietà dell’immobile e a chi appartengono i macchinari della Citman.
Le responsabilità dell’azienda
“Fino al 2008 – scrive stamattina il Giornale di Brescia – l’azienda era controllata dalle famiglie Righetti e Martinelli, mentre dal 2009 sono restati solo i Righetti. E fino al 2008 (per qualcuno è una coincidenza, per altri no), nonostante la concorrenza sempre più agguerrita, l’impresa navigava in buone acque, e realizzava vestiti per Armani, Dolce&Gabbana e Pignatelli. Nel corso del 2009, tuttavia, i principali clienti sono stati persi e la Citman (che aveva duecento addetti) è entrata nel tunnel della crisi, da cui non è più uscita. La fabbrica, fino a tre anni fa, produceva 60mila capi all’anno; nel 2009 si è scesi a 10mila, con solo 30-40 addetti operativi, e gli altri in cassa straordinaria. Negli ultimi ventiquattro mesi, la cronaca economica non si è mai occupata delle più grande azienda di Pontevico, ma la situazione è costantemente peggiorata. I creditori sono diventati sempre più esigenti e il punto di non ritorno è stato varcato.”
L’impegno della Cisl a che nessuno sia lasciato solo
“Parlando con le lavoratrici e i lavoratori del presidio si sente tutta la loro rabbia e delusione – racconta Enzo Torri – L’azione del sindacato, della Cisl, non finisce con il fallimento dell’azienda. Anzi! Accompagneremo ogni possibile sviluppo cercando di salvare il lavoro e di non lasciare solo nessuno dei 120 dipendenti”.
Fotografie di Angelo Messora, delegato sindacale Cisl Citman Pontevico (Bs)

