“Un ordinamento sanitario non può non prevedere che un’emergenza si verifichi e l’emergenza, appunto, ha messo a nudo tutte le carenze che la chiusura autoreferenziale di Regione Lombardia ed i limiti delle ATS non sono riusciti a coprire tempestivamente. Occorre quindi una riflessione seria e oggettiva, un ripensamento complessivo perché la qualità del servizio socio-sanitario non si giudica solo sulle punte di eccellenza, ma sulla capacità di rispondere in ogni momento e con flessibilità ai bisogni diffusi del territorio“.
Lo hanno affermato i segretari generali dei Pensionati Cisl di Brescia e Bergamo, Giuseppe Orizio e Caterina Delasa, aprendo questa mattina ad Erbusco la riunione congiunta dei due Consigli generali, convocati per avviare un cammino di elaborazione comune su quanto avvenuto nei mesi scorsi a causa della pandemia.
ORIZIO E DELASA: “SIAMO IN CAMPO, VOGLIAMO CONFRONTARCI”
Le strutture sindacali hanno riaffermato un concetto che orienta la loro azione in questa delicata fase della ripartenza: “L’epidemia ha messo in luce gravi errori, ma ora serve trovare le capacità di rispondere. E noi non siamo spettatori di una partita che altri giocano. Noi siamo in campo, siamo in mezzo alla gente, siamo con le persone. Per questo ci vogliamo confrontare partendo dalla nostra disponibilità ad impegnarci”.
VALLINI E CERESOLI: “ANCHE I GIORNALI SOTTO STRESS”
La riunione dei pensionati ha analizzato anche il ruolo dei media nel corso dell’epidemia: “E’ stata una guerra, pari a quanto successo con il terrorismo e con le grandi tragedie ambientali – hanno detto Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia, e Alberto Ceresoli, direttore dell’Eco di Bergamo (al centro nella foto accanto al titolo) – Le nostre province si sono trovate nell’epicentro di una disgrazia per cui non si capiva quali soluzioni poter adottare. Le redazioni l’hanno vissuta come nei pronto soccorso, tra paure e necessità, ma abbiamo recuperato il senso del servizio che è proprio del nostro mestiere”.
DIDONE’: “NON POSSIAMO DIMENTICARE”
Un ulteriore momento del convegno è stato l’approfondimento di “prospettive e proposte economiche e sociali post Covid; con Piero Ragazzini, segretario nazionale della Fnp Cisl ed Alberto Berrini, economista. A coordinare il dialogo è stato Emilio Didonè, segretario dei Pensionati Cisl Lombardia: “Regione Lombardia – ha detto – deve ricostruire una sanità a dimensione uomo, soprattutto in situazioni di emergenza, ma nell’ottica di non ritrovarsi più nell’emergenza. Non dimentichiamo ciò che è avvenuto”.
BERRINI: “SPIRAGLI DI NORMALITA’? FORSE A PRIMAVERA 2021”
Per l’economista Alberto Berrini, “ancora non si sa quando e come si uscirà da questa emergenza e dalla crisi che ha generato. Naturalmente serve una politica economica seria: l’Europa ha fatto passi importanti e messo in piedi un castello di aiuti assolutamente utili e indispensabili. L’uscita, ora, dipende dalle ricette economiche e politiche, necessarie per usare con attenzione e capacità sussidi e finanziamenti. Una previsione possibile, comunque, dice che un primo raggio di sole si potrà vedere solo dalla primavera del 2021”.
RAGAZZINI: “NON DOBBIAMO ASPETTARE LA RIPRESA”
“Oggi abbiamo avuto l’opportunità di parlare di speranza – ha concluso l’incontro Piero Ragazzini, segretario generale di FNP nazionale. Da questa situazione usciamo se diamo elementi di speranza, non facendo gli imprenditori della paura. Non dobbiamo aspettare la ripresa, ma lavorare a riforme che riescano a favorirla. Perciò, ripensare la sanità pubblica, la presenza sul territorio, i servizi alle persone, la non autosufficienza. L’economia non deve essere nemica di sanità e socio-sanitario: il modello di sviluppo deve mettere al centro la persona e il lavoro”.
Foto di Silvano Sala ed Enrico Martinelli