
La sanità privata a Brescia conta 14 strutture tra cliniche, ospedali e centri di riabilitazione, in cui lavorano 4.500 infermieri, fisioterapisti, tecnici sanitari, operatori socio sanitari, amministrativi e manutentori.
SI DISTINGUE, IN NEGATIVO, IL GRUPPO SAN DONATO
“Fatta eccezione per Poliambulanza, Domus Salutis e Fondazione Don Gnocchi – hanno spiegato i sindacalisti – le cui amministrazioni si sono rese almeno disponibili a un minimo adeguamento economico attraverso la contrattazione di secondo livello, le altre amministrazioni, in particolare quella del Gruppo San Donato, rifiutano qualsiasi riconoscimento al loro personale, mortificando la professionalità che è alla base di elevati standard qualitativi di servizio”.
RIMBORSI MILIONARI
Le 14 strutture della sanità privata operanti nel bresciano ottengono rimborsi pubblici per più di 450 milioni di euro a fronte del 38% dei posti letto e del 45% delle prestazioni specialistiche e diagnostiche.
Nonostante questi cospicui introiti, Aris e Aiop – le associazioni che raggruppano la sanità privata nata nel mondo cattolico e quella ben più recente del business laico – continuano a negare il rinnovo contrattuale subordinandolo in sostanza alla garanzia di maggiori contributi da parte della Regioni.
UNO SCIOPERO CHE HA BISOGNO DI SOLIDARIETÀ E SOSTEGNO
Un atteggiamento provocatorio che ha costretto i sindacati a proclamare una giornata di sciopero nazionale della sanità privata per il 20 settembre, dopo che anche l’ ultimo tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro si è risolto con un nulla di fatto.
Lo sciopero sarà preceduto da numerose iniziative di protesta e sensibilizzazione. L’incontro con l’assessore Donatella Albini è il primo di una serie per spiegare le ragioni della protesta e chiedere ai rappresentanti politici del territorio solidarietà e sostegno ai lavoratori.