
Scaduto da 23 mesi il contratto riguarda oltre 700mila lavoratori e prevede nella parte economica un aumento medio di 108 euro ed una ‘una tantum’ di 300 euro. Il nuovo contratto scadrà il 31 dicembre 2019. La riserva sull’ipotesi di accordo sarà sciolta entro il 1 febbraio 2018, dopo che saranno effettuate le assemblee certificate dei lavoratori.
Molti gli elementi innovativi dell’accordo – sottolineano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti – a partire dalla nuova definizione della mansione del personale viaggiante, valorizzandone la professionalità con conseguente riconoscimento economico. Sono state inoltre create le condizioni per favorire l’occupazione giovanile al fine di contrastare il distacco e la somministrazione transnazionale; l’introduzione della clausola sociale nel caso di cambi di appalto; una più precisa selezione dei cambi di appalto vietando i subappalti e prevedendo requisiti trasparenti per la scelta dei fornitori; un moderno orario di lavoro che tiene conto delle nuove esigenze di flessibilità dell’organizzazione del lavoro.
È stata inoltre affermata la volontà di costituire enti bilaterali regionali, oltre a quello nazionale già esistente, quali strumenti regolatori delle problematiche territoriali del settore.
Il nuovo contratto recepisce anche l’accordo confederale del 2016 contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro.