
Solo il 13%, comunque, pensa che i sindacati non siano mai stati utili e non possano esserlo.
2000 INTERVISTATI TRA I 20 E I 34 ANNI
Sono dati emersi dalla ricerca “Giovani, lavoro e rappresentanza”, promossa dalla Fim Cisl Lombardia e condotta dall’Istituto Giuseppe Toniolo a febbraio di quest’anno, su un campione nazionale di 2000 giovani dai 20 ai 34 anni, presentata oggi a Milano nel corso del decimo congresso del sindacato lombardo dei metalmeccanici Cisl.
LA PREOCCUPAZIONE PIÙ GRANDE?
I LAVORATORI ANZIANI
I giovani intervistati temono un lavoro con basse condizioni economiche. Cercano prima di tutto un lavoro che consenta di guadagnare abbastanza per non vivere alla giornata e progettare un proprio futuro (29,9%). La realizzazione nel lavoro viene spostata dopo tale obiettivo (25,3%). Il fattore di preoccupazione più importante è il protrarsi della permanenza al lavoro delle generazioni più anziane (73%).
LE ATTESE VERSO IL SINDACATO
“Oltre ai cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica e dall’automazione – ha spiegato Alessandro Rosina, curatore dell’indagine e docente di Demografia e Statistica Sociale all’Università Cattolica di Milano – emerge una forte preoccupazione verso gli squilibri generazionali nel mercato del lavoro e nella spesa pubblica di un paese che invecchia. Tutto questo alimenta un’ampia domanda di rappresentanza nelle nuove generazioni . Il sindacato può cogliere questa sfida se mostra di essere non solo un utile sportello di servizi e uno strumento per proteggere chi ha un posto di lavoro, ma soprattutto agendo in modo credibile per migliorare le condizioni generali per una presenza solida e qualificata delle nuove generazioni nei processi produttivi e sociali del sistema Paese”.