
In sintesi, la nuova normativa, che ha anche il pregio di armonizzare la legislazione sui minori e quella sull’immigrazione, riconosce ai minori stranieri:
- l’applicazione del principio di divieto assoluto di respingimento alla frontiera in ragione della minore età;
- la riduzione dei termini di permanenza nelle strutture di prima accoglienza, da 60 a 30 giorni, intendendo con strutture centri loro esclusivamente dedicati, con l’indicazione ulteriore del termine di 10 giorni per identificazione e accertamento dell’età;
- due tipologie specifiche di permesso di soggiorno, per la minore età e per motivi familiari;
- quanto previsto dalla legge italiana in materia di protezione dei minori in stato di abbandono;
- il diritto prioritario al ricongiungimento familiare laddove possibile;
- l’affidamento, se privo temporaneamente di un ambiente familiare idoneo, a una famiglia o a una comunità;
- la possibilità di essere tutelato da un Tutore iscritto in un apposito elenco di volontari da istituire presso ogni Tribunale dei minori entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge;
- il diritto all’assistenza sanitaria, a quella legale, all’istruzione e all’ascolto;
- un programma specifico di assistenza psico-sociale, sanitaria e legale, per le vittime di tratta, anche per lunghi periodi che possono proiettarsi oltre la maggiore età.
“La Cisl saluta con favore l’approvazione di questa legge – conclude Annamria Furlan – i cui contenuti sono stati anche il frutto di quanto da noi sostenuto ed espresso più volte nelle diverse sedi di interlocuzione, istituzionali e non, nella consapevolezza che molti dei minori stranieri che arrivano nel nostro Paese hanno alle spalle storie terribili di sofferenze, violenza e di infanzia negata. Una legge necessaria per aprire le braccia dell’accoglienza alle migliaia di minori (solo nel 2016 ne sono arrivati oltre 25 mila) strappati alla loro età“.