
La mobilitazione è indetta unitariamente dalle federazioni provinciali di Scl Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil che chiedono ai vertici aziendali il ritiro della disdetta contrattuale (non accettiamo – scrivono in un documenti – che si prendano di mira i lavoratori e quando nemmeno un euro viene tolto ai lauti compensi dei manager) e la presentazione di un piano industriale all’altezza delle sfide che investono le telecomunicazioni e il loro ruolo nello sviluppo del sistema Paese.
“Non di tagli bisognerebbe parlare – spiegano ancora Scl Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil – ma di riorganizzazione e di dfesa del lavoro, della valorizzazione delle persone e delle professionalità”.
La protesta territoriale sfocerà in uno sciopero nazionale di 8 ore proclamato per il 13 dicembre.