
“Nonostante alcune modifiche – hanno ribadito i sindacati nel presidio di oggi pomeriggio – la legge rimane una riforma sbagliata, che non risponde alla domanda sociale di alloggi e tanto meno al dovere dell’istituzione pubblica di gestire il disagio abitativo”.
Tra le modifiche sollecitate dai sindacati e inserite nell’approvazione della riforma ci sono:
- l’accoglimento del criterio preferenziale nell’affidamento dell’incarico di servizio degli operatori privati quando questi apportano alloggi di loro proprietà da affittare nel sistema dei servizi;
- l’impossibilità nei piani di vendita di sottoposte a mobilità forzosa anziani e nuclei con gravi patologie croniche e gravemente invalidanti;
- il riconoscimento della rappresentanza sindacale nelle politiche abitative in Regione;
- il riconoscimento delle autogestioni dei servizi da parte degli inquilini.
Prendendo atto della disponibilità dell’Assessorato a riaprire il confronto di merito sugli aspetti problematici evidenziati in questi mesi, tutta l’attenzione e gli sforzi delle organizzazioni sindacali si spostano ora sul varo dei regolamenti attuativi della legge di riforma che la Giunta regionale dovrà predisporre nei prossimi due anni.