
La guerra in Siria ci è molto più vicina di quanto dicano le carte geografiche: i migranti che affollano i centri di aiuto di mezza Europa vengono da lì: tra sfollati e costretti a scappare se ne sono contati 13 milioni.
A cinque anni dall’inizio delle ostilità, gli interessi in gioco sono così grandi e così numerosi che la diplomazia non riesce a trovare un accordo di pace.
Per chiedere una svolta, per rendere visibile la partecipazione al dramma della popolazione, si è svolto a anche a Brescia un presidio contro la guerra promosso dall’associazione “Insieme per la Siria” al quale ha aderito anche la Cisl bresciana.
La Siria – è stato detto durante la manifestazione – culla della civiltà, terra delle religioni e dei profeti, di pace e d’amore per tutti, è sconvolta da un genocidio che costringe alla fuga uomini, donne, vecchi e bambini. I dati sono impressionanti: più di quindici milioni di profughi, più di un milione di morti. E il massacro non ha fine.
Se non possiamo fermare questo crimine con le nostre mani– ha concluso il portavoce dell’associazione – facciamo almeno arrivare il nostro grido contro tutti coloro che agiscono in questa guerra, dal regime siriano all’Isis, e che la alimentano.






