Concessionarie autostradali, domani lo sciopero contro lo “scippo” dei lavori in house
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Concessionarie autostradali, domani lo sciopero contro lo “scippo” dei lavori in house

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Pubblicato il 27 Aprile 2016

Domani si fermeranno i lavoratori delle aziende di costruzione e progettazione delle concessionarie autostradali, a seguito dello sciopero di 8 ore proclamato dai sindacati di categoria Filca Cisl, Feneal Uil,  Fillea Cgil. La mobilitazione, che si svolgerà con articolazioni territoriali e che per quanto riguarda la Lombardia si concentrerà nella manifestazione regionale a Milano, è stata decisa a seguito della scomparsa dal testo finale del Codice degli Appalti del riferimento alla gestione diretta dei lavori appaltabili, i cosiddetti lavori in house. Il provvedimento è stato approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri e pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale.

Negli ultimi mesi – spiegano le segreterie nazionali – la norma che prevede di poter affidare direttamente lavori, progettazioni e manutenzioni nella misura massima del 20% degli investimenti, ha già provocato centinaia di licenziamenti. Evidentemente tutto ciò non interessa al governo, che per tutta risposta nel testo dell’articolo 177 ha inspiegabilmente cancellato il riferimento alla gestione diretta, presente nelle versioni precedenti del Codice. In questo modo l’Esecutivo ha fatto carta straccia non solo dell’accordo tra sindacati e ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, che su questo punto avevano raggiunto un’intesa, ma anche del parere unanime delle Commissioni parlamentari, che avevano proposto un emendamento ad hoc, recependo le nostre osservazioni”.

“Prevedere l’obbligo dell’80–20% anche per la parte di lavori e servizi gestiti direttamente – concludono Feneal, Filca e Fillea – è ingiusto e sbagliato: non ci sarà alcun beneficio al sistema, e la norma comporterà soltanto la perdita di migliaia di posti di lavoro, e quindi di professionalità, con un conseguente calo della qualità delle opere e della manutenzione autostradale, a discapito della collettività”.