
“Ad ogni rinnovo delle Rsu – scrive in una nota Alessandra Damiani, segretario generale della Fim Cisl di Brescia – i meccanici della Cgil vanno in fibrillazione. Eppure in tutti i collegi si applica il sistema proporzionale, fortemente voluto da loro”.
Perché dunque tanta agitazione?
IL FATTO
Alla GKN di Carpenedolo si è votato per il rinnovo delle Rsu.
- Nel collegio impiegati gli 8 voti ricevuti dalla lista Fim hanno consentito ai meccanici Cisl di vedere eletto 1 rappresentante.
- Nel collegio operai la Fiom ha ricevuto 63 preferenze e ha ottenuto 1 rappresentante, la Fim 43 e 1 rappresentante, la Uilm 30 voti e nessun rappresentante.
La nuova Rsu della Gkn risulta così composta:
2 rappresentanti Fim Cisl, 1 rappresentante Fiom Cgil.
La Fiom grida allo scandalo: “Non è stata tenuta in considerazione la volontà dei lavoratori. Ancora una volta si è scelto di votare su due collegi con lo scopo di avere la maggioranza delle Rsu pur non avendo la maggioranza dei voti”.
PICCOLO RIPASSO DI DEMOCRAZIA SINDACALE
“Ho letto in questi giorni l’ennesima presa di posizione del segretario generale della Fiom sulle regole per il voto delle Rsu – scrive Alessandra Damiani – ed è doveroso provare a dare ordine e concretezza alla confusione che si cerca sempre di creare intorno a questi temi”.
“E’ convinzione, spero generale, che le regole per il rinnovo servono per rappresentare e non per vincere, per dare rappresentanza a tutte le diversità presenti all’interno di una azienda. Con questo spirito Cgil. Cisl e Uil nel 1993 hanno sottoscritto l’accordo sulle Rappresentanze Sindacali Unitarie definendo due collegi qualora vi fossero tra i candidati lavoratori operai ed impiegati. Ciò per evitare che una maggioranza di lavoratori si ritrovasse a gestire la rappresentanza di tutti. E questo principio salvaguarda gli uni e gli altri, a seconda che la maggioranza dei lavoratori sia qualificata come operaia o viceversa. Anche l’accordo unitario del 2014 riprende quanto stabilito nel 1993”.
“Nello specifico delle elezioni di GKN – continua il segretario generale della Fim Cisl di Brescia – il doppio collegio non è una scelta applicata solo in questo rinnovo, ma un percorso già sancito ed applicato anche nelle precedenti tornate elettorali. Cosa è cambiato dal 1993 ad oggi che metta la Fiom in fibrillazione ad ogni rinnovo delle Rsu? Non esiste più la quota di nomina delle organizzazioni sindacali perché oggi in tutti i collegi si applica il sistema proporzionale. Sistema elettorale peraltro fortemente voluto dalla Cgil e dalla Fiom stessa. Perché? Perché il patto relativo alla nomina delle organizzazioni sanciva una regola solidaristica tra le organizzazioni che evitava ad ogni organizzazione la piena rappresentanza, ma teneva conto della pluralità di rappresentanza stessa”.
“Oggi cosa recrimina la Fiom? E’ scontenta di regole che tengono conto di una pluralità di rappresentanza? Ciò sarebbe molto grave poiché uno dei principi fondanti la democrazia è proprio la pluralità. Personalmente penso che le regole ci sono, debbano essere rispettate, e servono ad evitare che ogni elezione diventi palestra di ricorsi e contro ricorsi, ma ci dia la possibilità di gestire senza conflitti un esercizio democratico come il rinnovo della rappresentanza”.
“Ancora una volta, invece, siamo in presenza di una organizzazione che interpreta le regole a seconda delle proprie convenienze organizzative, e che rimette in discussione ogni volta quanto unitariamente concordato sui tavoli confederali. Mi chiedo sempre quanto questo possa distrarci dal vero nostro obiettivo che deve essere la tutela e la promozione del lavoro e dei lavoratori nelle aziende”.