
Se lo scorso 5 novembre l’apertura della trattativa aveva delineato un percorso in salita, al termine del confronto di oggi la percezione è che la difficoltà vada prendendo forma nell’idea di parte industriale di un nuovo calcolo dei minimi salariali (che Federmeccanica chiama “minino di garanzia”) che sterilizzerebbe le richieste delle piattaforme sindacali.
“Siamo disponibili a discutere di salario minimo di garanzia – ha dichiarato Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl – solo se questo non eroderà la platea dei metalmeccanici interessati dai minimi salariali fissati dal Contratto Nazionale, e se consentirà di difendere e ampliare i due livelli contrattuali, marcando con maggiore nettezza la diversità delle funzioni dei diversi livelli. All’eterogeneità del settore si risponde con la contrattazione territoriale che, insieme a quella aziendale, va collegata con forza alla produttività. Consideriamo importanti le aperture su welfare, inquadramento professionale e formazione. Serve uno sforzo autentico sul salto di qualità di relazioni industriali partecipative”.
Per il leader dei metalmeccanici Cisl “Federmeccanica deve recuperare lo spirito che portò alla firma degli ultimi due rinnovi nel 2009 e 2012, sottoscritti già a crisi conclamata. I rinnovi contrattuali nei metalmeccanici hanno fatto bene ad imprese e lavoratori e questo non si può dimenticare”.
Sui tempi della trattativa – il prossimo incontro è stato fissato per il 22 dicembre – il segretario generale della Fim incalza la controparte: “Federmeccanica sostiene di puntare al rinnovo per fine anno”, ma “se questi sono gli obiettivi, il calendario va reso immediatamente più serrato”.