
LA DENUNCIA NEI NUMERI
Annamaria Furlan ricorda i numeri del fenomeno così come sistematizzati dall’Istat: 6 milioni 788 mila sono le donne italiane che hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza; il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% è stata vittima di stupro. Anche le donne straniere hanno subito violenza fisica (31,3%) o sessuale (31,5%) in misura simile alle italiane .
DAI PARTNER LE VIOLENZE PIÙ GRAVI
“Sono i partner, attuali o ex, a commettere le violenze più gravi. Ma c’è anche la violenza nei luoghi di lavoro, più sottile, meno visibile, ma comunque presente, come il mobbing e le altre forme di ricatto e sfruttamento registrati in alcuni comparti particolari”.
Per la leader della Cisl, “l’altro problema è quello che riguarda la maggior parte delle vittime: la paura di reagire e denunciare le violenze subite. Voltare pagina non è semplice ma il concorso di tutte le forze sane del Paese, ciascuno nell’ambito di propria competenza, può fare la differenza”.
LA NOSTRA BATTAGLIA
“Come sindacato e come Cisl da anni portiamo avanti la nostra battaglia contro la violenza e le sue mille sfaccettature – sottolinea la Furlan – e quest’anno abbiamo voluto dare il nostro sostegno alla campagna “posto occupato”, una sedia vuota con un drappo rosso che in tutte le sedi Cisl ricorda oggi la presenza di tutte quelle donne che non potranno più occupare un posto perché qualcuno ha deciso di mettere fine alla loro vita”.
TUTTI COINVOLTI
“Tutti siamo coinvolti e tutti dobbiamo essere consapevoli che la violenza non si sconfigge delegando, ma facendo ciascuno la propria parte e dicendo chiaramente no ad ogni comportamento di prevaricazione che nega l’equilibrio e la convivenza civile tra le persone ed i popoli.”
