Stefana, la Fim firmerà per l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria
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Stefana, la Fim firmerà per l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria

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Pubblicato il 24 Giugno 2015

ok stefanaSi decide venerdì a Milano la concessione della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori del Gruppo Stefana. L’appuntamento è all’Agenzia Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro, l’ente che opera a supporto di Regione Lombardia nell’ambito del mercato del lavoro e nell’accompagnamento delle situazioni di crisi aziendali.

 

SULLA CASSA INTEGRAZIONE
Se ne è parlato oggi nella sede della Cisl dove si sono riuniti gli iscritti della Fim. Dopo l’aggiornamento su quanto emerso dall’incontro di ieri nella sede della direzione aziendale a Nave, i responsabili sindacali hanno spiegato ai lavoratori la posizione giudiziale di chiedere il pagamento diretto da parte dell’Inps dell’indennità di cassa straordinaria, condizione che renderà necessario l’intervento delle banche per coprire i primi mesi in attesa dell’autorizzazione al pagamento. Proprio perché ciò possa avvenire, la Fim Cisl sottoscriverà venerdì in Regione l’accordo che è condizione necessaria per l’anticipo delle banche.

SUI PREMI E SULLE INTEGRAZIONI
In merito ai premi ed alle integrazioni che la Stefana non ha erogato ai lavoratori nei primi 5 mesi del 2015, e che il giudice ha autorizzato ad erogare, la Fim ha condiviso con i lavoratori che tale cifra deve essere erogata in unica soluzione con la prima busta paga utile, in quanto credito già maturato dai lavoratori e non integrazione sulla cassa. Rimane aperta la partita per quanto riguarda i premi che matureranno da giugno e che il giudice è ad oggi indisponibile a riconoscere.

IN ATTESA DELLA NUOVA RIUNIONE AL MINISTERO
Se l’appuntamento di venerdì presso Arifl concluderà la procedura per la Cassa Integrazione Straordinaria, dando risposta al problema imminente, per noi rimane aperta e più che mai urgente la questione della convocazione al Ministero: i lavoratori hanno bisogno di risposte sul loro futuro, risposte che potranno essere positive solo se emergeranno reali e concrete proposte di rilancio dell’attività