
Fatto gravissimo che conferma un’idea di sindacato, quello della Fiom, che la democrazia la difende a voce ma la tradisce nei fatti.
DAMIANI (FIM CISL): MAI SI ERA ARRIVATI A QUESTI PUNTI
“Da quando si è aperta la complicata vicenda Stefana – commenta Alessandra Damiani, segretario provinciale della Fim Cisl – la Fiom, a partire dal suo segretario generale, ha sempre impedito percorsi unitari, convocando in modo unilaterale sia manifestazioni che assemblee senza mai cercare di convergere su strade comuni. Ci siamo spesso trovati a confrontarci con i lavoratori in condizioni complesse, ma mai si è arrivati a livelli come quello di oggi. Già all’inizio dell’assemblea lo schieramento dell’apparato della Fiom a parziale impedimento della nostra presenza non ha fatto presagire nulla di buono, fino di fatto all’impedimento della nostra possibilità di esprimere un’opinione”.
TORRI (CISL BRESCIA): HANNO PAURA CHE ALTRI ABBIANO PROPOSTE MIGLIORI DELLE LORO?
Sulla vicenda interviene anche con una dichiarazione Enzo Torri, segretario generale della Cisl bresciana: “Ci chiediamo: cosa teme la Fiom? Che altri possano avere proposte migliori delle sue? Che i lavoratori ascoltino idee diverse? E’ una posizione che mostra debolezza e che non ammette giustificazioni. Non ci sono motivi per sospendere la democrazia, a maggior ragione quando ci sono lavoratori che rischiano il posto di lavoro e il contributo di tutti non solo è auspicabile ma indispensabile”.