
“La Voce del Popolo” dedica al problema una doppia pagina partendo da un’analisi di Fabrizio Esposito, responsabile del Sicet Cisl di Brescia.
“Brescia è un territorio di frontiera per l’emergenza abitativa – spiega Esposito – perché nel bresciano l’impatto della crisi si è sentito prima e in modo più accentuato rispetto ad altre realtà territoriali. Il sogno della casa si è trasformato in un incubo. Per troppo tempo si è sorvolato sul divario esistente tra i costi della casa (rata del mutuo o affitto) e i redditi della famiglia che ha prodotto quello che oggi è sotto gli occhi di tutti, ma che si poteva prevedere già prima che la crisi facesse sentire i suoi effetti. Il costo della casa dal 1998 al 2008, anni del boom immobiliare, è salito a ritmi vertiginosi, cosa che non è avvenuto per i salari e i redditi delle famiglie che già, all’epoca, facevano fatica”.
Negli anni successivi tutto questo ha prodotto il boom degli sfratti e dei pignoramenti della prima casa. “Agli inizi di quest’anno – è il dato sottolineato da Esposito – erano più di 1400 gli immobili messi all’asta”. Ad aggravare ulteriormente la situazione si sono aggiunti altri due elementi: la liberalizzazione del mercato delle locazioni e la progressiva scomparsa dagli scenari nazionali delle politiche sulle case popolari.
E così – come titola con efficacia il settimanale diocesano – la casa è passata da diritto a emergenza. Anche se mancano episodi eclatanti come quello delle occupazioni abusive, il tema sta assumendo contorni davvero preoccupanti. Servono misure strutturali, a partire dal sostegno al reddito.
La Voce del Popolo 11.12.2014 – prima parte
La Voce del Popolo 11.12.2014 – seconda parte