
La sua è stata una figura importante nella storia della Cisl bresciana e in particolare del sindacato scuola.
“Ho insegnato per 35 anni– scriveva ancora nelle note biografiche affidate alla rete – sono stato segretario provinciale e poi nazionale del Sinascel (il Sindacato Scuola della Cisl). Nel 1983 sono stato segretario regionale in Lombardia per il Sindacato dei Pensionati Cisl”. Era stato anche sindaco del suo paese. “Dal 2002 – concludeva così il suo profilo – sono veramente in pensione e mi limito a collaborare con l’amministrazione e quanti me lo chiedono”.
IL “MAESTRO”
Giuseppe Sandrini era un maestro elementare e gli faceva piacere essere chiamato semplicemente “maestro”. Tra la fine degli anni ‘50 e ‘60 era stato uno dei primi responsabili del Sinascel bresciano, il Sindacato Nazionale Scuola Elementare, che in quegli anni assunse un ruolo molto importante nella trasformazione che portò la scuola elementare italiana ad essere riconosciuta come una delle migliori a livello internazionale.
DA BRESCIA A ROMA
Nel 1977 terminato l’incarico come segretario a Brescia venne eletto nella Segretaria nazionale del Sinascel con la responsabilità delle politiche organizzative. Fu poi chiamato a presiedere l’Ente Nazionale di Assistenza Magistrale, un “fondo mutualistico di welfare integrativo” diremmo oggi, che attraverso una trattenuta sullo stipendio assicurava agli insegnanti prestazioni sanitarie e socio-assistenziali.
CON LA FNP REGIONALE
Dopo l’esperienza nazionale ritornò nel bresciano continuando a collaborare con la Federazione dei Pensionati Cisl, ricoprendo successivamente il ruolo di componente della Segreteria regionale della categoria.
