
La proposta del Sindacato trasporti della Cisl ha ricadute principalmente sui servizi pubblici locali e in particolar modo sul trasporto pubblico locale che è oggi il caso più emblematico dei limiti della legge in vigore.
UN ESEMPIO CONCRETO – I lavoratori attendono da ben sette anni il rinnovo del contratto – spiega la Fit Cisl – e i sindacati per questo motivo hanno proclamato tredici scioperi nazionali, ma senza ottenere quanto chiesto. Le aziende infatti guadagnano dagli scioperi, perché nel giorno della protesta incassano comunque i contributi pubblici e i ricavi di abbonamenti e biglietti, ma risparmiano sui carburanti e sugli stipendi dei lavoratori. Al contrario i lavoratori rinunciano allo stipendio di quel giorno e in più suscitano il malcontento dell’opinione pubblica contro di loro, poiché pendolari e cittadini non sempre comprendono le ragioni di uno sciopero.
OGGI I LAVORATORI CI RIMETTONO TRE VOLTE – Con la legge attuale ci rimettono quindi tre volte: lo sciopero non porta i risultati sperati, i lavoratori perdono i loro soldi e l’opinione pubblica spesso ritiene i sindacati gli unici responsabili della protesta e dei conseguenti disagi. Non si può continuare così!
UNA LEGGE CHE RIBALTI LA SITUAZIONE – Con la proposta di legge della Fit Cisl lo sciopero diventa “intelligente” perché le aziende non riceveranno i contributi regionali relativi al giorno di sciopero, che verranno invece versati nei fondi bilaterali di gestione delle crisi occupazionali. Inoltre i cittadini viaggeranno gratis nelle fasce orarie dei servizi minimi garantiti e i pendolari riceveranno un rimborso per i giorni di sciopero, erogato come sconto al rinnovo dell’abbonamento.
Un modo concreto per dimostrare che i lavoratori sono dalla parte dei cittadini, pendolari e lavoratori, perché la proposta di legge è pensata prima di tutto per loro.
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