La Filca nel 40° della strage di Piazza Loggia: sia fatta giustizia, sia detta la verità
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La Filca nel 40° della strage di Piazza Loggia: sia fatta giustizia, sia detta la verità

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Pubblicato il 29 Maggio 2014

In Piazza della Loggia è sceso ormai il buio quando nelle redazioni dei quotidiani arriva una nota stampa della Filca Cisl Lombardia sull’anniversario della strage. “Abbiamo aspettato che arrivasse la sera, per ricordare tutte le otto vittime e i centotre feriti della strage di Piazza della Loggia di Brescia. Abbiamo voluto aspettare la sera – scrive il sindacato delle costruzioni della Cisl – con la speranza di una sorpresa: qualcuno che pentito o condotto alla ragione dall’età dicesse davvero chi sono stati i mandanti, gli esecutori materiali e certo chi aveva interesse ad uccidere quel giorno di pioggia e di sindacato, durante una manifestazione nel cuore di Brescia“.

Abbiamo aspettato la sera […]  – continua il comunicato firmato anche dalla Filca Cisl di Brescia e dal Centro studi sociali contro le mafie del Progetto San Francesco – per essere noi stessi testimoni inappagabili in attesa di verità. Abbiamo sperato che si svelasse proprio oggi la verità, anche quella dietro certi documenti di Stato e quei documenti che hanno, fin dalle ore subito dopo lo scoppio della bomba, sparso polvere, cambiato la forma e il contenuto di quella strage“.

In questa attesa, tuttavia, come sindacato e come cittadini democratici abbiamo deciso, comunque, di rinnovare una semplice e sostanziale richiesta contrattuale per il progresso civile: sia fatta giustizia, sia detta la verità, siano puniti chi sapeva e ha taciuto e chi ha messo la bomba, così che questo Paese possa essere davvero maturo, libero, intensamente giusto“.

Siamo e restiamo in questa attesa attiva – conclude la nota – senza stanchezza, con fiducia, per reagire pacificamente a chi vorrebbe il mondo del lavoro vittima, come quella mattina di quarant’anni fa e ostaggio dell’ingiustizia, delle mafie, della corruzione che vorrebbero nascondere il valore delle persone perbene“.