
“Abbiamo aspettato la sera […] – continua il comunicato firmato anche dalla Filca Cisl di Brescia e dal Centro studi sociali contro le mafie del Progetto San Francesco – per essere noi stessi testimoni inappagabili in attesa di verità. Abbiamo sperato che si svelasse proprio oggi la verità, anche quella dietro certi documenti di Stato e quei documenti che hanno, fin dalle ore subito dopo lo scoppio della bomba, sparso polvere, cambiato la forma e il contenuto di quella strage“.
“In questa attesa, tuttavia, come sindacato e come cittadini democratici abbiamo deciso, comunque, di rinnovare una semplice e sostanziale richiesta contrattuale per il progresso civile: sia fatta giustizia, sia detta la verità, siano puniti chi sapeva e ha taciuto e chi ha messo la bomba, così che questo Paese possa essere davvero maturo, libero, intensamente giusto“.
“Siamo e restiamo in questa attesa attiva – conclude la nota – senza stanchezza, con fiducia, per reagire pacificamente a chi vorrebbe il mondo del lavoro vittima, come quella mattina di quarant’anni fa e ostaggio dell’ingiustizia, delle mafie, della corruzione che vorrebbero nascondere il valore delle persone perbene“.