
“Regione Lombardia farebbe bene a rimediare all’esclusione aprendosi al confronto con tutte le parti sociali – si legge nel testo sindacale – considerato il rischio di disastro ambientale incombente e le ricadute occupazionali negative che potrebbero derivare” dall’abbandono dell’unità produttiva da parte dell’attuale proprietà; “soltanto con il coinvolgimento e l’ impegno sinergico di tutti i diversi protagonisti – istituzioni locali e nazionali, parti sociali, accademie, enti di ricerca, associazioni – possiamo pensare di cavarcela e innescare concrete soluzioni positive per la salute e l’occupazione”.