
USATI MENO DELLA META’ DEI FONDI DISPONIBILI
Nella sala Giunta del palazzo municipale si sono ritrovati tutti gli attori di questa delicatissima partita: il Comune, l’Aler, le associazioni dei proprietari e sindacati degli inquilini. La valutazione del progetto ha preso le mosse dall’impiego dei fondi disponibili, perché da ottobre 2011 ad oggi ne è stata utilizzata meno della metà: 88.391 euro a fronte dei 270mila euro stanziati dal Comune.
QUATTRO LINEE DI INTERVENTO
Nei primi 10 mesi del 2012 gli sfratti nel bresciano sono stati 613, di cui 596 per morosità e solo 17 per finita locazione; le richieste di aiuto attraverso il progetto sono state 124:
• 3 (con uno stanziamento di 15.745 euro) le domande attuate per la prima linea di intervento, che prevede l´annullamento della procedura di sfratto e la stipula di un nuovo contratto a canone concordato;
• 35 le sospensioni degli sfratti esecutivi (seconda linea di intervento) con 73.186 euro di stanziamenti a supporto degli inquilini; su 121 richieste pervenute, in 30 casi la proprietà non ha aderito, 20 sono ancora in attesa di riscontro, mentre in 71 casi non è stato possibile per motivi diversi dare seguito alle richieste, il più ricorrente legato all’impossibilità dell’inquilino, pur in presenza della sospensione, di onorare il debito.
Non sono ancora disponibili statistiche sulla terza e più recente linea di intervento che prevede un sostegno preventivo all´avvio dello sfratto.
Una quarta linea di intervento è stata annunciata dall’Assessore alla Casa, rivolta a situazioni di particolare fragili con la presenza di minori, disabili, anziani, per i quali la procedura di sfratto sia al secondo accesso degli ufficiali giudiziari. Alla proprietà verrà proposta la sospensione della fase esecutiva per una durata massima di 12 mesi a fronte di un´erogazione da parte del Comune di un contributo mensile fino al 50% del canone dovuto, con un tetto massimo di 3mila euro.
L’EMERGENZA CASA CONTINUA
“Intenzioni buonissime – commenta ancora il responsabile del Sicet Cisl Brescia – che in una situazione ordinaria sarebbero più che sufficienti. Il fatto è che siamo in piena emergenza. L’esperienza bresciana dimostra l’estrema necessità di ricorrere a strumenti legislativi di ampia portata, sia di tipo tampone che di natura strutturale, come l’estensione della proroga già prevista per gli sfratti per finita locazione anche agli sfratti per morosità, eventualmente anche introducendo criteri selettivi più rigorosi e ad una diversa e maggiore compensazione economica in favore della proprietà edilizia che deve sopportare il differimento del provvedimento”.