Gender Pay Gap, oltre i numeri
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Gender Pay Gap, oltre i numeri

CISL Brescia al confronto promosso dal Comune sulle disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro

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Pubblicato il 23 Ottobre 2026

Ieri mattina CISL Brescia ha partecipato all’incontro «Gender Pay Gap a Brescia. Le storie dietro ai dati», promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Brescia nella Sala del Camino, per approfondire le disuguaglianze retributive e occupazionali tra donne e uomini, partendo dai numeri e dalle esperienze del territorio.

A portare il contributo della nostra organizzazione è stata Tiziana Fortunali, componente della Segreteria CISL Brescia, che ha richiamato l’attenzione su un aspetto fondamentale: il divario salariale non si misura soltanto nella differenza tra le buste paga, ma è il risultato di disuguaglianze che attraversano l’intera vita lavorativa delle donne.

«Quando parliamo di divario salariale non possiamo fermarci alla busta paga. Dobbiamo guardare a tutto ciò che accade prima: alle donne che rinunciano a opportunità professionali per occuparsi della famiglia, a chi è costretta a scegliere un part-time, alle carriere che rallentano dopo la maternità. Sono disuguaglianze che si accumulano nel tempo e che finiscono per pesare anche sulle pensioni. Per questo, come sindacato, crediamo che la contrattazione e il welfare siano strumenti fondamentali per costruire condizioni di lavoro più eque e offrire alle donne le stesse possibilità di crescita e di autonomia», ha sottolineato Fortunali.

Il ricorso più frequente al part-time, il peso del lavoro di cura, le difficoltà di conciliazione tra famiglia e professione e le conseguenze della maternità sui percorsi di carriera sono tutti elementi che contribuiscono ad alimentare il divario. Una situazione che si riflette anche sul futuro previdenziale delle lavoratrici, trasformando le disparità di oggi in pensioni più basse domani.

Per CISL Brescia, ridurre il gender pay gap significa intervenire sulle condizioni che limitano le opportunità delle donne, attraverso la contrattazione, il welfare aziendale e territoriale, una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e politiche capaci di sostenere concretamente l’occupazione femminile.

L’incontro, che ha visto la partecipazione delle rappresentanti delle organizzazioni sindacali e della Commissione Pari Opportunità, è stato un’occasione per mettere a confronto dati, esperienze e possibili risposte a una questione che riguarda non soltanto le donne, ma la qualità e l’equità dell’intero mercato del lavoro.