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La «laboriosità bresciana» è multietnica
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La «laboriosità bresciana» è multietnica

Lavoro, impresa e partecipazione: il contributo dei cittadini stranieri al territorio

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Pubblicato il 15 Ottobre 2026

In provincia di Brescia vivono e lavorano 155.206 cittadini stranieri, il 12,25% della popolazione. Un territorio in cui convivono 200 nazionalità e operano 16.925 imprenditori immigrati. Sono i numeri da cui parte la riflessione di Giovanni Punzi, presidente di Anolf Brescia, sul contributo delle persone straniere alla vita economica e sociale bresciana. «Basterebbe questo per evidenziare il positivo inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto sociale, economico e produttivo bresciano – osserva Punzi -. Le problematiche, casomai, sono dovute all’eccesso di burocrazia a cui gli stranieri sono costretti».

È su queste difficoltà che Anolf interviene quotidianamente, affiancando le persone nelle pratiche e richiamando la necessità di un maggiore dialogo tra Prefettura, Questura e Ispettorato del Lavoro. Allo sportello di Brescia si sono rivolte persone di 142 nazionalità, sulle 200 presenti nel territorio. Un altro elemento della riflessione riguarda le rimesse alle famiglie nei Paesi di origine: nel 2025, dalla provincia di Brescia, sono stati inviati complessivamente 225 milioni di euro, il sesto valore più alto in Italia. Risorse destinate alla scuola dei figli, alla cura degli anziani e alle spese quotidiane, che Punzi collega al radicamento lavorativo dei cittadini immigrati.

L’attività di Anolf si estende anche alla partecipazione alla vita della comunità. L’associazione è presente nella Consulta della Pace del Comune di Brescia, nel coordinamento del Patto di Fraternità Interreligioso e nella Rete Antidiscriminazione. Collabora inoltre al progetto comunale “Family”, insieme ad altre associazioni e organizzazioni, per la stesura e la condivisione di un vademecum aggiornato con la Questura, ed è tra i promotori della marcia dell’accoglienza di ottobre.

Un impegno che tiene insieme assistenza, diritti e relazioni tra le comunità. «La “laboriosità bresciana”, una volta considerata “individualistica” da parte dei bresciani, oggi è diventata multietnica – conclude Punzi -, conservando però la fortissima propensione all’associazionismo, al forte senso di responsabilità e di accoglienza».