Famiglia e lavoro, la conciliazione che (ancora) non c’è
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Famiglia e lavoro, la conciliazione che (ancora) non c’è

Lo scorso anno nel Bresciano 1.239 le dimissioni delle neomamme, 669 quelle dei neopapà

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Pubblicato il 15 Luglio 2026

Sono ancora le lavoratrici madri a pagare il prezzo più alto della difficile conciliazione tra famiglia e lavoro, anche in Lombardia. È quanto emerge dai dati sulle dimissioni e risoluzioni consensuali di lavoratrici madri e lavoratori padri relativi al 2025, presentati in Regione nel corso di un convegno promosso dalla Consigliera di Parità regionale: al tavolo dei relatori anche Roberta Vaia, componente della Segreteria regionale della CISL.

La nostra è la regione con il numero più elevato di dimissioni: 13.114 provvedimenti complessivi: 8.542 riguardano lavoratrici madri, 4.572 lavoratori padri. Nel Bresciano sono state 1.239 le dimissioni presentate dalle neomamme, 669 quelle dei neopapà

L’approfondimento su Milano, Brescia e Bergamo presentato nel convegno mostra significative differenze territoriali: nel Milanese prevalgono le dimissioni dovute alla carenza di servizi e alle difficoltà di conciliazione; a Brescia emerge con maggiore forza il tema della rigidità organizzativa delle imprese; a Bergamo resta più marcato il peso della mancanza di servizi di supporto alla genitorialità.

 

Roberta Vaia (CISL Lombardia): la politica dei bonus non basta

“La domanda che ci poniamo come sindacato – ha affermato Roberta Vaia nel suo intervento – è perché le mamme si dimettono nella regione con più opportunità d’impiego? Forse perché i servizi locali di conciliazione (orari, nidi, flessibilità) non reggono l’impatto dei ritmi di lavoro lombardi?”. Evidentemente per cambiare la situazione non bastano i bonus una tantum o gli incentivi fiscali temporanei alle aziende: “Servono interventi strutturali, che significa garantire Livelli Essenziali di Prestazione ovunque, far crescere la corresponsabilità in famiglia e incentivare anche i padri all’uso dei congedi parentali, superare la frammentazione delle misure”.

 

Maria Rosa Loda (CISL Brescia): agire di più sul welfare aziendale 

Commentando i dati presentati nel convegno in Regione, Maria Rosa Loda, collaboratrice della Segreteria provinciale della CISL per i temi del welfare, ha sottolineato “la necessità di agire maggiormente sul welfare aziendale introducendo nuove flessibilità che sappiano coniugare le esigenze delle aziende con quelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Alle istituzioni, invece, chiediamo interventi strutturali, di lungo respiro che diano certezza e tranquillità ai giovani che con coraggio decidono di scommettere su se stessi, sul loro e nostro Paese”.