La pace al centro del discorso di fine anno del presidente della Repubblica
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La pace al centro del discorso di fine anno del presidente della Repubblica

Mattarella ai giovani: "Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna"

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Pubblicato il 1 Gennaio 2026

“La pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel tradizionale messaggio di fine anno.

Il capo dello Stato ha sottolineato che “di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”.

 

2026: la Repubblica festeggia il suo ottantesimo

Uno spazio importante del suo intervento il presiede Mattarella lo ha dedicato all’80esimo anniversario della Repubblica che verrà ricordato nel 2026, “spartiacque nella nostra storia”.

 

L’istantanea sul lavoro

Nell’album della storia della Repubblica che il capo dello Stato ha simbolicamente evocato attraverso alcuni titoli, non manca l’istantanea sul lavoro: “Gli anni del miracolo economico ci presentano in primo piano i volti degli operai delle fabbriche e di quelli impegnati a realizzare le grandi infrastrutture che modernizzano il Paese. Il lavoro come leva fondamentale dello sviluppo. Lo statuto dei lavoratori è stato lo strumento che riconosce e sancisce diritti, dignità e libertà sindacale. Valori che richiamano al pieno rispetto della irrinunciabile sicurezza sul lavoro e all’equità delle retribuzioni”.

 

Ai giovani: “Non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi”

Il presidente Mattarella si è rivolto poi ai giovani: “Qualcuno, che vi giudica senza conoscervi davvero, vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”.

 

QUI il testo integrale del messaggio di fine anno 2025

QUI il video