Il mondo dell’edilizia ancora sotto i riflettori. Oggi ad Orzinuovi il dipendente di un’impresa di Altamura, in Puglia, titolare di un importante appalto legato alle infrastrutture finanziate dal Pnrr che nel comune della Bassa Bresciana ha concluso il lavoro di posa dei solai nel cantiere di quella che sarà la Casa di Comunità, è salito su una gru, ad un’altezza di 20 metri, minacciando di lanciarsi nel vuoto.
L’uomo fa parte, con altri cinque colleghi rimasti però ai piedi della gru, di una squadra di operai che ha terminato il lavoro ad agosto; a tutti l’impresa ha ora inviato la lettera di licenziamento. Su richiesta degli operai Filca CISL è intervenuta e ha impugnato il provvedimento aprendo una trattativa che va avanti da due settimane che ha come oggetto non solo il ritiro dei licenziamenti ma anche il recupero di un pacchetto di spettanze arretrate.
Rabbia ed esasperazione hanno però portato uno degli operai, nell’illusione di costringere l’impresa a decisioni immediate, ad insegnare la clamorosa protesta.
Assieme alle forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco era sul posto anche Massimo Bellini della Segreteria provinciale della Filca CISL che si è adoperato per convincere il lavoratore a scendere dalla gru, cosa avvenuta dopo una mezz’ora.
“Siamo riusciti a parlare con il direttore dei lavori e con il consulente dell’impresa – spiega il sindacalista – e già da domani proseguirà la trattativa nel tentativo di chiudere un accordo dignitoso per il lavoratore e per i sui colleghi”.
Resta lo sconcerto che accompagna la vicenda e che denuncia ancora una volta la necessità di controlli nei cantieri più stringenti sull’andamento degli appalti, controlli e verifiche che dovrebbero far parte però anche della fase di assegnazione dei lavori.