“Una maggioranza eterogenea e divisa, piegata ai voleri di Fratelli d’Italia, partito che di fatto mantiene inalterato il suo legame con la storia più drammatica di questo paese, ha deciso di intitolare una proprietà dell’ente a un giovane neofascista. In questo atto non c’è alcuna volontà di commemorare una vittima innocente, bensì di rivendicare identitariamente i propri valori di riferimento. Una scelta vergognosa e ipocrita, in totale disprezzo di tutte le altre vittime innocenti dimenticate, nella logica politica imperante di questo tempo secondo cui la maggioranza si prende tutto”.
È quanto scrivono Cgil Cisl Uil, insieme ad altre realtà associative e politiche bresciane, dopo che il Consiglio provinciale di Brescia ha approvato una mozione per intitolare un immobile o uno spazio pubblico alla memoria di Sergio Ramelli, giovane militante della destra giovanile del Fronte della Gioventù ucciso a Milano da estremisti di sinistra vicini ad Avanguardia operaia il 19 aprile del 1975.
“Le forze antifasciste e democratiche fanno appello perché venga mantenuta alta l’attenzione politica nei confronti di uno squallido tentativo di imporre un metodo che determina comportamenti divisivi e incostituzionali, facendo in modo che alla netta e totale condanna della scelta della Provincia seguano momenti di approfondimento collettivo attraverso iniziative pubbliche condivise e partecipate”
QUI il testo integrale del comunicato