Il lato oscuro dell’edilizia. Un mondo parallelo spesso sottovalutato
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Il lato oscuro dell’edilizia. Un mondo parallelo spesso sottovalutato

Un mese fa se n'era parlato nel Congresso Filca. Dalla Guardia di finanza sequestri e denunce

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Pubblicato il 16 Aprile 2025

Tre imprenditori edili sono stati accusati a vario titolo di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Lo scrive Bresciaoggi nell’edizione in edicola ; il Giornale di Brescia aggiunge: Fatture false tra la società madre, l’unica realmente attiva, e quelle create ad arte, intestandole a prestanome, che non avevano nessuna effettiva operatività con il solo scopo di generare indebiti crediti fiscali e fornire manodopera senza accollarsene i costi previdenziali.

 

Un mese fa se n’era  discusso nel Congresso Filca CISL

“Nulla di nuovo, purtroppo” commenta Enrico Dalè, operatore della Filca CISL provinciale che un mesa fa, era il 7 marzo, intervenendo davanti ai delegati del Congresso di categoria aveva denunciato proprio questo tipo di irregolarità.

“Nel mondo dell’edilizia bresciana – aveva detto Dalè – ci sono 3, 4 persone che muovono e governano centinaia di operai, mediatori abusivi di manodopera che fanno da ufficio di collocamento per le imprese del nostro territorio che ne fanno largo uso”.

 

Un mondo parallelo, pericolosamente sottovalutato

“Sono persone che pretendono di spiegarci che il mondo gira così e che sono loro che gestiscono realmente la situazione, perché in grado di soddisfare nell’immediato qualsiasi esigenza di personale con un servizio completo. Traduzione: società aperte a doc per mandare squadre in un determinato cantiere, e subito chiuse o lasciate inattive alla fine dei lavori.

Realtà che scopriamo quando gruppi di operai vengono nei nostri recapiti per dare le dimissioni, perché lunedì cominciamo da un altra parte: della ditta che lasciano conoscono a malapena il nome, di quella che per cui andranno a lavorare non sanno niente. Unica certezza è che a gestire gli spostamenti sono sempre le stesse persone.

Situazioni all’ordine del giorno che si traducono in ore non versate alle casse edili e cedolini paga esclusivamente al primo livello.

Quando un lavoratore trova il coraggio per denunciare e farsi tutelare vengono alla luce stipendi inferiori a quanto promesso, pagati a rate, buste paga mai consegnate, contributi mai versati e periodi contributivi sospetti che l’Inps ha cancellato.

Per i lavoratori, che colpa non hanno dei loschi traffici fatti sulla loro pelle anche a livello previdenziale, abbiamo agito per vie legali ottenendo dall’Inps che la rivalsa avvenga sulle imprese e non sui lavoratori. Ma sono tantissimi gli addetti che non denunciano le irregolarità di cui sono vittime per la paura di non trovare più lavoro.

Siamo impegnati a contrastare questi fenomeni e dare la possibilità a chi vuole uscire dal sistema di trovare aziende interessate ad assumerli facendo ricorso alla ‘piattaforma per lo sviluppo del mercato del lavoro in edilizia’ nata dal rinnovo del contratto nazionale di lavoro”.