Strage di Piazza Loggia, condanna per Marco Toffaloni
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Strage di Piazza Loggia, condanna per Marco Toffaloni

Il Tribunale dei minori (l'imputato aveva allora 17 anni) lo ha ritenuto esecutore materiale della strage

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Pubblicato il 3 Aprile 2025

Il tribunale dei minori di Brescia ha condannato Marco Toffaloni a trent’anni di carcere per essere stato l’esecutore materiale della strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 in cui morirono 8 persone ed oltre cento rimasero ferite.

La sentenza di primo grado è arrivata dopo quasi otto ore di camera di consiglio. L’imputato, oggi 67enne e cittadino svizzero, all’epoca non ancora 17enne (il volto cerchiato nella fotografia d’archivio) ed era un estremista neofascista veronese. Toffaloni non era presente in aula così come non lo è mai stato durante tutto il processo.

“Questa è la verità processuale che lentamente, anche se inesorabilmente, si avvicina a quella storica. – ha sottolineato Silvio Bonfigli che ha rappresentato l’accusa nel processo – Di certo se tutti avessero fatto il loro dovere ad agosto del 1974, questo sarebbe stato un caso risolto”.

Un verdetto importante “perché riconosce la responsabilità nella strage di un esecutore – ha sottolineato Alfredo Bazoli, senatore e figlio di Giulietta Banzi Bazoli, una delle vittime dell’eccidio -. Un tassello mancante che si inserisce al centro un quadro storico processuale che già aveva visto la condanna di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte”. Maggi (poi scomparso nel 2018) e Tramonte sono stati condannati in via definitiva all’ergastolo perché ritenuti dai giudici i mandanti della Strage.

Per Laura Castelletti, sindaco di Brescia, “la condanna di Toffaloni rappresenta non solo il punto di arrivo di un lungo percorso giudiziario, ma anche un momento significativo nella nostra continua e incessante ricerca di giustizia e verità».

 

La ricerca della verità giudiziaria sulla strage di piazza Loggia prosegue in Corte d’assise dove è in corso il processo all’estremista di destra Roberto Zorzi (che ora vive negli Stati Uniti), ritenuto dall’accusa un altro dei mandanti della strage di Brescia.