Una settimana con ANOLF
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Una settimana con ANOLF

Irene e Aurora (Liceo Gambara): "Un'esperienza che ci ha permesso di vedere oltre i numeri"

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Pubblicato il 3 Febbraio 2025

“Abbiamo 17 anni e frequentiamo il quarto anno dell’indirizzo Scienze Umane al Liceo Veronica Gambara di Brescia e abbiamo deciso di svolgere la nostra settimana di tirocinio all’Anolf di Brescia, affiancando Anina, la responsabile, nello svolgere le sue mansioni quotidiane, come ricevere coloro che hanno appuntamento per essere assistiti per le pratiche dei permessi di soggiorno, i rinnovi e le conversioni degli stessi, le richieste per carte di soggiorno e cittadinanza”.

A scrivere sono Irene e Aurora che in un breve ma efficace report hanno condensato la loro esperienza allo Sportello Immigrazione che Anolf gestisce per conto della CISL provinciale.

 

Il valore di questa esperienza

“L’immigrazione – scrivono ancora le due studentesse del Liceo Gambara – è un tema complesso per questo bisogna prestare attenzione a come viene affrontato e dal contesto in cui se ne parla. Ad esempio sui social è facile che venga distorto col fine di suscitare reazioni forti.
Una delle prime cose che ci ha chiesto Anina è stata quanti stranieri ci fossero in Italia secondo noi. Entrambe abbiamo risposto più del 40% mentre effettivamente la percentuale reale è meno del 10%.

Questa esperienza ci ha permesso di vedere oltre i numeri e conoscere la storia di persone tutte diverse, nel nostro paese per motivi diversi e con vite diverse. Abbiamo potuto vedere le loro emozioni e avvicinarci al loro mondo. Abbiamo appreso che questo è un mondo molto delicato, si parla con persone con spesso storie complicate alle spalle, a cui bisogna approcciarsi nel miglior modo possibile per aiutarli fornendo anche ascolto, senza pregiudizi”.

 

Percorsi che ci arricchiscono vicendevolmente

“È questo il terzo anno consecutivo – sottolinea Giovanni Punzi, presidente di Anolf Brescia – che ospitiamo studenti e studentesse che desiderano approfondire una realtà che si svela loro, come testimoniato da Irene e Aurora, diversa da quanto avevano immaginato. Sono giovani che tornano a scuola arricchiti dai frammenti di umanità che quotidianamente abitano i nostri uffici, cosi come noi ci sentiamo arricchiti dal loro stupore, dalla loro partecipazione, dalla loro competenza e dal desiderio di apertura al mondo”.