Avrebbe compiuto 50 anni tra pochi giorni Riccardo Gozzi, operaio della Carpenteria Damioli di Darfo, morto questa mattina precipitando dal cestello che stava usando per un intervento al sottotetto. Stava facendo tutto da solo e nessuno può dire perché e come sia potuto cadere da un’altezza di otto metri. I colleghi di lavoro erano in un’altra zona del capannone e sono accorsi richiamati dal rumore dell’impatto del corpo al suolo. Nulla però hanno potuto fare lanciando comunque l’allarme ai sanitari e alle autorità di polizia.
Gozzi abitava a Niardo con la famiglia e lavorava alla Damioli da diversi anni. È la ventiquattresima vittima sul lavoro da inizio anno, un dramma senza fine nella nostra provincia, nonostante gli innumerevoli sforzi messi in campo per la formazione e i controlli sul rispetto delle norme di sicurezza.
La tragedia di Darfo segue di poche ore quella di Torbole Casaglia (in cui ha perso al vita Stefano Del Barba travolto da un carico di scarti di platica) e di pochi giorni quella di Tignale (con l’imprenditore Alberto Tedeschi travolto dal crollo di una soletta in una casa in costruzione): una serie di infortuni impressionante che lascia sgomenti e pone domande alle quali non è facile dare risposte.