La principale causa di morte per uomini e donne è rappresentata dalle malattie del sistema cardiocircolatorio. Con una differenza sostanziale: negli uomini l’incidenza è del 38,7%, nelle donne è del 48,4%. Un dato che da solo spiega l’importanza dello studio delle malattie di genere, una dimensione alla quale CISL e FNP Brescia stanno dedicando un ciclo di quattro incontri di informazione e di approfondimento.
Il secondo appuntamento – introdotto dal segretario generale dei Pensionati Cisl Giovanna Mantelli – è stato interamente dedicato alle malattie cardiovascolari, con un titolo più che eloquente: “Uomo e donna uguali non sono”, affrontato da Savina Nodari e Angelica Rizzello, medici dell’ASST Spedali Civili e docenti dell’Università degli Studi di Brescia.
Fattori di rischio specifici
Tra i fattori di rischio cardiovascolare che riguardano più le donne che gli uomini ci sono l’ipertensione arteriosa e la sedentarietà: anche se ridotta rispetto al recente passato, la percentuale di inattività fisica durante il tempo libero è nelle donne molto più alta (41%) rispetto a quella degli uomini (31,4%).
La medicina di genere considera poi diversi fattori di rischio non convenzionali per le donne legati alla gravidanza, ad una differente risposta ai farmaci, a quelli legati alla fase ormonale della vita.
Che fare?
Occorre dunque – questo l’invito delle due relatrici – sostenere la ricerca, moltiplicare le occasioni di formazione e di educazione, prevenire attraverso rigorosi protocolli di screening.
Nei prossimi incontri – ha anticipato Maria Rosa Loda della Segreteria provinciale della CISL – si approfondirà la relazione fra la salute riproduttiva e genere di appartenenza, e si rifletterà su come invecchiano le donne e gli uomini. L’appuntamento è per il mese di novembre .