Sindacati (Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec) e le associazioni datoriali (Confartigianato, Cna, Claai e Casartigiani), hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore artigianato della chimica, della moda e della ceramica
I tre settori occupano nel bresciano circa 3.000 lavoratori in 474 aziende (142mila a livello nazionale in 26mila aziende).
Il precedente contratto era scaduto il 31 dicembre 2022. L’accordo sottoscritto avrà validità fino al 31 dicembre 2026.
Incrementi salariali
L’aumento dell’area moda è di 172 euro sul terzo livello, divisi in quattro tranche: luglio 2024 (28 euro), gennaio 2025 (40 euro), ottobre 2025 (49 euro) e ottobre 2026 (55 euro).
L’aumento dell’area chimica-gomma plastica è di 184 euro sul terzo livello, divisi in quattro tranche: luglio 2024 (28 euro), gennaio 2025 (40 euro), ottobre 2025 (49 euro) e ottobre 2026 (67 euro).
Prevista l’una tantum per il periodo di vacanza contrattuale di 110 euro, divisa in due tranche: settembre 2024 (55 euro) e marzo 2025 (55 euro).
L’accordo stabilisce anche l’aumento a sei euro degli scatti di anzianità per gli apprendisti e l’incremento della percentuale di maggiorazione prevista per l’attivazione degli accordi di flessibilità dal 10% al 12%.
Gli aspetti normativi
L’intesa, sottolineano i sindacati, prevede “molte risposte alle richieste fatte in piattaforma, a iniziare dall’aumento del limite massimo del periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia da 21 a 24 mesi e di ulteriori 90 giorni per lavoratori con disabilità certificata (ex legge 68/99).
Nell’accordo è prevista l’istituzione della Commissione per la riforma dell’inquadramento, l’inserimento delle linee guida per il lavoro agile e la regolamentazione per l’attivazione della Banca ore solidali a tutela di comprovati e documentati casi di gravità e necessità.
In tema di contrasto alla violenza di genere viene recepito “l’accordo quadro europeo sulle molestie e le violenze nei luoghi di lavoro”. Inoltre, in aggiunta a quanto previsto dalla normativa vigente, sarà previsto un mese retribuito al 60% a carico delle aziende per le lavoratrici inserite nei percorsi di protezione.