Ospiti, familiari, personale e volontari di Casa Famiglia – presidio residenziale della rete dei servizi per gli anziani nel territorio del Comune di Brescia – hanno festeggiato nei giorni scorsi i primi vent’anni di una originale e innovativa idea socio-assistenziale.
A promuovere la festa sono state Anteas (l’Associazione nata in seno alla Cisl per la terza età attiva, oggi giuridicamente una Organizzazione di Volontariato, che vent’anni fa diede il via a Casa Famiglia) e Fondazione Brescia Solidale che ha oggi in carico il presidio.
Taglio del nastro, mostra e festa
Gratitudine e commozione si sono mescolate nei vari momenti della festa: dal simbolico taglio del nastro dei vent’anni alla mostra fotografica sulle attività svolte dagli ospiti insieme ai volontari e al personale, fino al momento dei discorsi e del taglio della torta di compleanno.
Daniela Sanfelici, coordinatrice di Casa Famiglia, ha fatto gli onori di casa insieme ad Elisa Inglese, presidente di Anteas Brescia. Per il Comune di Brescia è intervenuto l’assessore Marco Fenaroli; graditissima la presenza di don Gian Pietro Girelli, parroco della Badia, degli ex presidenti Anteas, dei consiglieri e volontari (Francesco Rossi, Gino Trami) ed ex coordinatrici della struttura (Pinuccia Barbieri e Carla Noci).
La sfida del cambiamento della vita
“Grazie a chi ha avviato questa bella esperienza – ha affermato Elisa Inglese – e a tutte le persone che, provando ad abitare in una Casa Famiglia, hanno accettato la sfida del cambiamento della vita”.
Un progetto sperimentale di servizio intermedio
Abbiamo chiesto a Carla Noci, dal 2017 al 2022 coordinatrice dell’esperienza, di sottolinearne gli aspetti più significativi.
Inaugurata ufficialmente a giugno del 2004 nella sede ristrutturata di una ex scuola elementare nel Quartiere Badia, Casa Famiglia venne identificata dal Comune di Brescia come “progetto sperimentale di servizio intermedio” fra il Centro Diurno Integrato e la Casa di Riposo, essendo quest’ultima l’approdo finale per soggetti che hanno necessità di assistenza intensiva in quanto hanno perso definitivamente la propria autonomia.
La struttura prevedeva moduli abitativi composti da una camera a due letti, una camera singola ed un bagno in comune, a cui si aggiungevano 5 minialloggi per l’accoglienza di persone autosufficienti per le quali era consigliabile offrire una protezione sociale.
I destinatari dell’intero progetto erano persone che avevano conservato una parziale autosufficienza ma che, per situazione sociale o per problemi di salute, si sarebbero potute avvantaggiare di un sostegno di tipo socio-assistenziale.
La permanenza in Casa Famiglia era dunque pensata per offrire agli ospiti l’opportunità di condividere la vita quotidiana in una sorta di “famiglia allargata”, nella quale potessero trovare operatrici e operatori che li sostenevano in caso di bisogno, ma anche stimoli per conservare e migliorare le proprie autonomie, oltre che la necessaria compagnia per evitare lo sconforto di un deprimente isolamento.
L’esperienza si è rivelata fin da subito particolarmente significativa. I primi ospiti accolti nel 2004, tre uomini e cinque donne, sono diventati presto dieci, fino a giungere agli attuali dodici, ai quali si aggiungono gli ospiti dei minialloggi.
Dal 2008 la gestione è stata presa in carico da Fondazione Brescia Solidale, con cui prosegue ed è attivo ancora oggi il collegamento con l’associazione di volontariato Anteas.
La festa dei vent’anni di attività è stata l’occasione per uno scambio di ricordi e di saluti. Un momento di famiglia con ospiti e loro familiari, e naturalmente con il folto gruppo di volontarie e volontari, di ieri e di oggi.