Il quotidiano Bresciaoggi ha intervistato il segretario generale della Cisl Alberto Pluda sul tema della sicurezza sul lavoro, della partecipazione e della crescita del tesseramento.
Di seguito il testo dell’articolo, QUI il pdf della pagina del giornale.
Lavoro, Pluda rilancia «per la sicurezza»
Riprendere al più presto la discussione sull’accordo sulla sicurezza sul lavoro firmato nel 2023: le parole non bastano più». Alberto Pluda, segretario provinciale della Cisl di Brescia rilancia l’appello per ridare slancio ai lavori dell’accordo firmato tra Cgil, Cisl e Uil e le 13 associazioni dei datori di lavoro il 30 gennaio dell’anno scorso, prendendo spunto anche dagli infortuni mortali che hanno flagellato Firenze ma, soprattutto, la provincia di Brescia, i cui numeri restano allarmanti.
“Basta parlare solo quando c’è il fatto di cronaca”
«Così non si può andare avanti, basta parlare solo quando c’è il fatto di cronaca: oltre alla vicinanza alle famiglie, servono azioni forti, non è sufficiente uno sciopero di due ore che lascia il tempo che trova – commenta Pluda -. L’accordo va reso operativo: come Cisl abbiamo inviato una richiesta a tutte le parti in causa per riprendere la discussione, si era partiti con entusiasmo, purtroppo i quattro tavoli tematici sono fermi. Piuttosto che continuare a piangere i morti nel quotidiano possiamo fare qualcosa dando gambe a quegli impegni, facendo informazione e formazione».
E senza dimenticare che «le norme sulla sicurezza esistono, sono vincolanti, impegnano aziende a lavoratori e ci sono responsabilità individuate»: il lavoro dev’essere continuo per far comprendere che «la routine e la stanchezza sono una minaccia».
L’attività ispettiva va sensibilmente rafforzata
Ma la Cisl territoriale chiede anche che venga rafforzata l’attività ispettiva nelle aziende – «In dieci anni abbiamo perso il 30% dei controllori Ats e il 60% dell’attività ispettiva» -, oltre che di rilanciare il ruolo dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che «rappresentano hanno delle agibilità per verificare la corrispondenza tra il documento di valutazione dei rischi e quello che avviene in azienda, potere di verifica e consultazione: ma spesso non vengono coinvolti», denuncia Pluda.
Da un anno il “patto” è bloccato
Per questo, l’accordo tra sindacati e associazioni deve essere pienamente operativo, ma «siamo delusi e amareggiati per la condotta dei colleghi sindacalisti e delle altre parti sociali, perché da un anno non ci si trova: abbiamo sollecitato un mese fa la ripresa dei tavoli sono arrivate solamente cinque risposte – attacca il leader della Cisl provinciale -. Quando succede il fatto di cronaca tutti si espongono, ma sulla dimensione territoriale troviamo difficoltà a mettere insieme le energie positive della comunità. Questo non vuol dire rassegnazione: continueremo a battere il chiodo perché vogliamo che quello che è stato scritto nell’intesa possa essere operativo, lavorando con coraggio e fatica perché dia i suoi frutti».
La strada della partecipazione
Alberto Pluda parla anche della sfida che la Cisl nazionale, con la raccolta di quasi 400 mila firme (di cui 5.551 a Brescia) per permettere l’ingresso dei dipendenti nei Cda delle aziende. «Il lavoratore è indispensabile allo sviluppo: non è semplice prestatore di opera, vuole essere protagonista, questa proposta di legge va in quella direzione, superando un modello antistorico che è quello dello scontro con la controparte. Non è più il tempo della conflittualità, ma di costruire rapporti di collaborazione nelle aziende: più si innalza il coinvolgimento, più si crea una nuova cultura e migliorano alcuni aspetti, come la qualità, il livello di produttività e il salario». L’obiettivo è di arrivare a una disposizione non obbligatoria, ma che preveda una premialità per le aziende che la adotteranno.
Tesseramento in crescita
La Cisl bresciana rilancia questa sfida contando su «un buono stato di salute, con un tesseramento chiuso in crescita di 600 iscritti nel 2024, raggiungendo circa 88.300 iscritti in tutta la provincia: è un dato estremamente positivo, che si unisce alle 187 mila persone incontrate nel 2023 nelle nostre 21 sedi – conclude il segretario generale Pluda -. La coerenza premia, siamo un sindacato concreto, pragmatico e che vuole cercare di riformare: siamo la punta più avanzata del riformismo sociale»