Scuola come comunità educante
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Scuola come comunità educante

Il ruolo della partecipazione per innovare processi e percorsi sostenuti dal nuovo contratto

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Pubblicato il 28 Febbraio 2024

Il Decreto n. 416 del 1974 rappresenta un punto di svolta significativo nella storia dell’istruzione italiana, poiché ha introdotto il principio fondamentale della partecipazione democratica alla gestione delle scuole. Oggi abbiamo la necessità di tornare a far rivivere quella stagione di partecipazione entusiasta, per rendere autenticamente la scuola una comunità educante.

 

Rianimare gli organi partecipativi della scuola

Così Luisa Treccani, segretaria generale di Cisl Scuola Brescia, ha spiegato, introducendola, l’obiettivo dell’iniziativa che si è tenuta oggi pomeriggio nell’Auditorium della Cisl di Brescia, una “tavola rotonda” con al centro il tema della partecipazione per contribuire ad avviare un processo di supporto alle istituzioni scolastiche bresciane per aiutarle nell’ambizioso progetto di rianimare gli organi partecipativi della scuola e dare gambe all’attuazione del contratto nazionale di lavoro della scuola nella consapevolezza che non c’è innovazione senza partecipazione.

 

Consapevolezza e protagonismo che parta dal basso

“Per troppo tempo – ha affermato Treccani – chi lavora nella scuola ha subito riforme calate dall’alto, con un conseguente appesantimento del lavoro quotidiano. Queste condizioni hanno prodotto effetti negativi sulla motivazione, il coinvolgimento, la partecipazione.
Ora è indispensabile e non più rinviabile riappropriarsi del protagonismo negli organi partecipativi e decisionali. Abbiamo bisogno di un processo di consapevolezza e protagonismo che parta dal basso, dal cuore pulsante degli organi collegiali. Solo aiutando ed accompagnando i componenti degli organi collegiali ad acquisire consapevolezza e padronanza del proprio ruolo attivo all’interno della scuola”.

 

Una ricera-azione alla prova dell’attualità

A leggere la realtà della situazione e le attese del mondo della scuola è una ricerca-azione condotta da Cisl Scuola Brescia, con il coinvolgimento dell’IIS “Bazoli” di Desenzano del Garda e della Cherubini di Bedizzole, coordinata da Dario Eugenio Nicoli, esperto di sistemi educativi e del lavoro, che ne ha illustrato sinteticamente i risultati, con una testimonianza di Stefania Battaglia, dirigente dell’istituto scolastico gardesano.

Riallacciandosi poi all’attualità sia del contratto che della grande campagna della Cisl per la legge di iniziativa popolare sulla partecipazione, hanno portato il loro contributo la segretaria nazionale di Cisl Scuola Ivana Barbacci, quella regionale, Monica Manfredini, e Alberto Pluda, segretario provinciale della Cisl.

A cinquant’anni dal varo dei “decreti delegati” con l’istituzione degli Organi Collegiali, Cisl Scuola non intende solo ripercorrere ciò che è stato ma rilanciare con determinazione la partecipazione nel presente e nel futuro del nostro sistema educativo e formativo.