È sempre un’anticipazione significativa del 25 aprile quella che si celebra all’IVECO di Brescia nel ricordo dei lavoratori che si opposero al nazifascismo.
LA STORIA – Tra il 1944 e il 1945 la fabbrica, che allora si chiamava OM, era stata messa sotto stretto controllo dai militari tedeschi, ma diverse azioni di sciopero riuscirono a bloccare le linee di produzione bellica della fabbrica. Alcuni operai si unirono alla Resistenza e diversi persero la vita lottando contro il nazifascismo per la riconquista della libertà.
L’ATTUALITÀ – Quest’anno la commemorazione, organizzata come sempre dai sindacati confederali, ha assunto un rilievo speciale, sia perché si è potuto tornare a viverla dopo i due anni di stop imposti dalla pandemia, sia perché abbiamo tutti negli occhi le drammatiche immagini della guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina e la strenua resistenza del popolo ucraino a difesa della libertà del proprio Paese.
Il corteo dei lavoratori della IVECO ha percorso una parte del perimetro esterno della fabbrica per terminare nel grande spazio adiacente la palazzina degli uffici di via Volturno, con i rappresentanti delle associazioni partigiane, delle istituzioni, dei sindacati provinciali: per la Cisl era presente il segretario generale Alberto Pluda assieme a numerosi rappresentanti dei metalmeccanici Cisl e di altre categorie.
Hanno preso parola Lucio Pedroni, presidente provinciale dlel’Anpi, ed il sindaco Emilio Del Bono. “La guerra in Ucraina – ha detto il primo cittadino – ci ricorda che le democrazie non sono scontate. Avevamo la convinzione di avere conquistato per sempre questo bene così prezioso. Quanto sta avvenendo ci richiama al dovere di alimentare il vocabolario fondamentale del confronto e del dialogo per difendere le nostre democrazie”.