Redditi troppo bassi, niente ferie
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Redditi troppo bassi, niente ferie

Redditi troppo bassi, niente ferie per 35 milioni di lavoratori europei

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Pubblicato il 5 Agosto 2021

Uno studio della Confederazione Europea dei Sindacati condotto nell’ambito di una campagna per migliorare i redditi da lavoro nei Paesi dell’Unione, rivela che il 28% dei cittadini europei non può permettersi una settimana di vacanza fuori casa.

E questa percentuale sale al 59,5% per le persone il cui reddito è al di sotto della soglia di rischio di povertà, vale a dire con entrate che non superano il 60% del valore medio del reddito pro capite in Europa. L’Italia ha il maggior numero di persone in questa condizione (7 milioni), seguita da Spagna (4,7 milioni), Germania (4,3 milioni), Francia (3,6 milioni) e Polonia (3,1 milioni).

Molti europei con redditi inferiori al reddito medio sono disoccupati o pensionati, ma questo gruppo comprende anche milioni di lavoratori a bassa retribuzione.

La Confederazione Europea dei Sindacati considera l’impossibilità di una grande parte dei lavoratori a godere di un periodo di vacanza in relazione al problema delle disuguaglianze e alla necessità di migliorare i redditi da lavoro attraverso la contrattazione collettiva.

Un tema, questo, oggetto di una Direttiva dell’Unione Europea che sarà esaminata dal Parlamento europeo dopo l’estate: la CES sta lavorando con gli eurodeputati per introdurre nella legislazione la nozione di “soglia di decenza” che garantirebbe un aumento di stipendio per oltre 24 milioni di persone.

Le maggiori preoccupazioni dei lavoratori europei – rivela un sondaggio che ha coinvolto 12mila cittadini dell’Unione – riguardano l’accesso all’assistenza sanitaria (58%), l’accesso ai sussidi di disoccupazione (53%), la garanzia di un salario minimo dignitoso (51%).

I benefici della crescita economica in Europa nell’ultimo decennio – si legge in una nota della CES – non sono stati distribuiti in modo uniforme. La Direttiva europea sui salari minimi adeguati deve essere rafforzata per garantire che questi non siano mai così bassi da esporre i lavoratori al rischio di povertà e che la contrattazione collettiva diventi una componente regolare del lavoro per garantire salari veramente equi per tutti.