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Trasporto pubblico, alta adesione allo sciopero
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Trasporto pubblico, alta adesione allo sciopero

Fit Cisl, Filt Cgil e Uil Trasporti ribadiscono: rinnovare il contratto e riformare il settore

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Pubblicato il 8 Febbraio 2021

Lo sciopero del trasporto pubblico locale in Lombardia sta registrando un’adesione davvero significativa. Un bilancio più preciso sarà possibile solo a tarda sera quando terminerà l’astensione dei lavoratori del trasporto locale nel bresciano, mentre a Milano e in altre province le quattro ore di sciopero sono state fatte in mattinata.

Al centro della protesta il mancato rinnovo del contratto, scaduto ormai da tre anni, e l’esigenza di una riforma del settore.

“Abbiamo cercato con ogni mezzo di aprire un canale di dialogo con la Regione Lombardia – hanno riferito le organizzazioni sindacali in una conferenza stampa – per coordinare la riorganizzazione dei trasporti in relazione al ridotto indice di riempimento, velocizzare la distribuzione delle risorse economiche alle Aziende pesantemente colpite dalla crisi, affrontare il nodo della ripartenza attraverso proposte serie e costruttive, gestire anticipatamente gli effetti della crisi che impatteranno sull’esistenza delle imprese e sull’occupazione. La Regione Lombardia non ha mai voluto affrontare questi problemi, lasciando sole aziende, lavoratori e utenza”.

“In questi mesi di pandemia – hanno aggiunto i sindacalisti Fit Cisl, Filt Cgil e Uil Trasporti – non sono pochi i lavoratori del trasporto pubblico locale sospesi dal lavoro e posti in cassa integrazione, e come molti altri lavoratori nel Paese hanno visto drasticamente ridotto il proprio reddito. Una ragione in più, anche se non la principale, perché si superi l’inaccettabile diktat delle aziende del settore, che vorrebbero negare il rinnovo del contratto, azzerando il triennio 2018/2020, come se non fosse mai esistito”.

“Per affrontare la riorganizzazione del sistema del Trasporto Pubblico Locale in base alle nuove necessità che si sono presentate con la pandemia – hanno concluso – è necessario un coordinamento complessivo per non indebolire ulteriormente il settore che presenta un eccessivo numero di piccole imprese prive della capacità di affrontare importanti investimenti”.