“Abbiamo concordato con le associazioni dei proprietari un percorso che consente a chi è in difficoltà nel pagamento dell’affitto a causa della crisi innescata dalla pandemia, di chiedere una riduzione del canone“.
Emanuele Gilberti, responsabile del Sicet, il sindacato inquilini i della Cisl, ne dà notizia sottolineando la grande preoccupazione delle organizzazioni di rappresentanza tanto degli inquilini quanto dei proprietari per le ripercussioni economiche dell’emergenza sanitaria, preoccupazione che ha portato alla firma di una lettera aperta alle istituzioni Bresciane.
L’EMERGENZA
L’emergenza Covid 19 ha notevolmente inciso e continua ad incidere sulla capacità economica delle famiglie e dei singoli nell’affrontare gli impegni imprescindibili quali il pagamento dei canoni di locazione, delle utenze, nonché delle spese accessorie per le gestioni condominiali, con effetti che vanno a ricadere a cascata su tutto il comparto.
UNA INIZIATIVA CONCRETA
Per questo le parti coinvolte – Confedilizia, Associazione Piccoli Proprietari, Confappi, Unioncasa, Unione Piccoli Proprietari, Confederazione Nazionale Inquilini, Sunia, Feder Casa, Uniat e Sicet – hanno concordando che fino al 30 giugno 2021, in presenza di rilevanti riduzioni dei salari o dei ricavi, gli affittuari potranno chiedere l’avvio di una procedura per la riduzione temporanea del canone anche al di sotto dei minimi previsti dal Regolamento attuativo dell’Accordo territoriale per il Comune di Brescia e per i Comuni della Provincia di Brescia.
La procedura contempla per il locatore l’impegno a non richiedere in futuro conguagli o rimborsi e per il conduttore l’impegno a riprendere vigenza del canone originario allo scadere del periodo concordato.
L’IMPEGNO E UNA SERIE DI RICHIESTE A PROVINCIA E COMUNI
“Lo sforzo congiunto – scrivono i firmatari della lettera aperta – è un contributo all’impegno che tutti ad ogni livello sociale stanno facendo per superare quanto prima la grave fase che stiamo attraversando“.
Un’assunzione di responsabilità accompagnata da precise richieste:
- “l’apertura di tavoli di confronto con le rappresentanze istituzionali, con i Comuni maggiormente interessati della provincia bresciana oltre al Comune Capoluogo per poter coordinare gli interventi; […] un confronto improcrastinabile a cui siano parte importante i detentori di monopoli e di somministrazioni di servizi pubblici essenziali;
- l’assunzione da parte delle istituzioni politiche, amministrative ed economiche, di ogni iniziativa possibile a supporto concreto dei bisogni, in particolare delle fasce più deboli della popolazione, ad esempio con l’adozione di moratorie immediate nelle pretese di imposte, tariffe, tributi, e di tutto quanto oggi rende oltremodo difficoltoso affrontare la quotidiana sopravvivenza”.
La lettera aperta termina con l’auspicio dei firmatari che “si possano insieme intraprendere tutte le iniziative opportune e sostenibili, per una efficace ‘politica abitativa’ secondo criteri di sussidiarietà, nel solco dei principi della nostra Carta Costituzionale che ci sono maestri”.