
SETTE PAGINE DI ORDINANZA
Nelle sette pagine dell’Ordinanza, il TAR ricostruisce sostanzialmente l’intera vicenda della Caffaro a partire dall’acquisizione dell’attuale proprietà avvenuta il 7 marzo del 2011.
“Il Collegio ritiene di accogliere parzialmente e temporaneamente la domanda di sospensione, nei limiti necessari a consentire la ripresa dell’attività produttiva”, si legge nelle sette pagine dell’Ordinanza del TAR, conferma una parte delle prescrizioni del Broletto, ma sullo “svuotamento e smaltimento dei rifiuti pericolosi contenuti nei vecchi serbatoi della precedente attività chimica industriale” ritiene irragionevole “il limitato termine assegnato dalla Provincia per il completamento delle complesse operazioni richieste, tanto più, almeno in apparenza, senza una consapevole prefigurazione della difficoltà nello smaltimento di una cospicua quantità di rifiuti pericolosi, e senza l’individuazione di percorribili fasi intermedie”.
I TEMPI DEGLI INTERVENTI
L’Ordinanza del TAR stabilisce che entro otto giorni l’azienda presenti una proposta operativa per lo svuotamento delle cisterne delle precedenti attività e che la Provincia risponda nei successivi dieci. Il 5 e il 14 dicembre verranno verificati gli adempimenti di messa in sicurezza già in corso.