
Alternandosi al microfono, operatori sindacali e Rsu delle cave dal marmo del Botticino, delle cave di inerti e minerali di Pavia, Mantova, Varese e delle cave di pietra lavorata di Bergamo e Sondrio hanno affrontato tutti i nodi della vertenza.
LE RAGIONI DELLA PROTESTA
“Confindustria, Marmomacchine e Anepla – si legge nel comunicato sindacale – tendono ad imporre una deregolamentazione sui tempi determinati e in somministrazione, chiedendo percentuali maggiori e causali ampliate rispetto alla legge e all’attuale contratto; chiedono il superamento dell’esperienza in essere della bilateralità, che cominciava a dare i suoi risultati soprattutto sul piano della prevenzione della salute e sicurezza; rispondono timidamente alle richieste sul welfare che abbiamo messo in piattaforma (Fondo Previdenziale e Fondo sanitario); nessun incremento sull’Elemento di Garanzia Retributiva che risponderebbe alla mancata contrattazione di secondo livello, poco praticata dalle aziende lombarde dove manca anche il livello regionale; propongono un aumento salariale di 53 euro, dimezzato rispetto al precedente rinnovo, con verifiche “ex post” che stravolge l’attuale modello contrattuale in cifra fissa”.
OCCORRE UNA FASE NUOVA DEL CONFRONTO
Contenuti e atteggiamenti quelli della controparte che i rappresentanti dei lavoratori valutano con grande preoccupazione chiedendo che Confindustria, Marmomacchine, Anepla, rivedano le posizioni sino qui riportate al tavolo negoziale e che avanzino proposte rispettose dei contenuti della piattaforma unitaria votata dalle assemblee dei lavoratori.