
Una situazione particolare? “Purtroppo no. Dopo un anno in cui praticamente la cassa integrazione era sparita dal confronto con le aziende, da un paio di mesi tornano a chiamarci per gestire gli effetti di un preoccupante rallentamento dell’economia. L’anno meraviglioso annunciato dal Governo rischia di diventare un incubo per il mondo del lavoro”.
Lo scambio di battute è avvenuto nei giorni scorsi nella sede provinciale della Cisl e le parole sono quella di una dirigente della Fim Cisl.
REALTA’ E NARRAZIONI (ELETTORALI)
I dati di realtà sono ben diversi dalla rosea narrazione del presidente del Consiglio che ieri a Brescia, di fronte ad una platea di imprenditori, ha detto di volere “la crescita di tutti, non solo delle imprese”. Il sindacato sa bene che ci sono imprese e imprese, che spesso il solo dividendo è un fine escludente e penalizzante per i lavoratori (e contro queste logiche la Cisl si è sempre battuta e continuerà a battersi per la partecipazione dei lavoratori), ma non si può ignorare che i posti di lavoro li creano le imprese e che dal lavoro dipende il benessere delle famiglie e del territorio.
SCIOPERI E PROTESTE
Non stupisce dunque che il calendario degli scioperi e delle manifestazioni proclamate dai sindacati confederali contro le politiche economiche del Governo vada infittendosi di giorno in giorno. Sciopererà il mondo della scuola (17 maggio), protesteranno i pensionati (1 giugno), si fermeranno i dipendenti pubblici (10 maggio e 8 giugno), i trasporti (17 maggio), i metalmeccanici (14 giugno).
L’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil è ottenere dal Governo un cambio di passo nella politica economica, sociale e industriale che veda al centro il lavoro ed i contratti, la crescita e lo sviluppo del Paese.