Il tasso di disoccupazione in Italia è tornato sopra il 10%. A rilevarlo sono i dati mensili dell’Istat riferiti a settembre. Le persone in cerca di lavoro sono 2.613.000 in aumento di 81.000 unità (+3,2%) rispetto ad agosto. Il calo dell’occupazione si concentra nei dipendenti permanenti (-77.000 unità) mentre aumentano gli occupati a termine (+27.000) e gli indipendenti (+16.000).
Il tasso di disoccupazione dei giovani a settembre risale al 31,6%. Nella fascia tra i 15 e i 24 anni il tasso di occupazione è al 17,3%, invariato su agosto. Tra i 15 e i 24 anni lavorano 1.019.000 persone (+6.000 su agosto) mentre i disoccupati sono 470.000.
QUALI LE CAUSE?
Dove cercare le cause di questa inversione di tendenza rispetto agli ultimi mesi? “L’unica certezza – si legge in una nota del segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra – è che l’andamento discontinuo dell’occupazione negli ultimi mesi determina nel terzo trimestre una sostanziale stagnazione degli occupati rispetto ai mesi precedenti, e ciò corrisponde purtroppo alla stagnazione della nostra economia, mostrata dai dati sul Pil, dopo oltre tre anni di crescita, seppur debole. Occorre fare una seria riflessione sulle cause della crescita zero del Pil e sui suoi effetti. Ora infatti rischia di essere poco credibile la stima di crescita dell’1,5% che il Governo ha considerato per il 2019, su cui si basano le previsioni sul deficit e sul debito. Appare con tutta evidenza che, ora più che mai, serve una manovra effettivamente espansiva, con più investimenti su politica industriale e dei servizi, innovazione e ricerca, istruzione e formazione”.