
FARE DEFICIT SENZA CRESCITA E LAVORO
E’ UNA SCELTA CHE PENALIZZA CHI PIU’ HA BISOGNO
Per la Cisl il grande assente nella manovra è il lavoro: la scelta di portare il deficit al 2,4% avviene in mancanza di politiche espansive volte a produrre crescita. Ciò costituisce anche un limite per le misure di sostegno alle fasce di povertà. La filosofia del reddito di inclusione va confermata, ma se mancano misure che favoriscono la crescita sarà inutile rivolgersi ai centri per l’impiego alla ricerca di posti di lavoro inesistenti.
BLOCCARE LE INFRASTRUTTURE
SIGNIFICA BLOCCARE LO SVILUPPO
Invece per tali misure si destinano solo 3 miliardi sui 37 della manovra, a fronte delle affermazioni del ministro per le infrastrutture sul possibile blocco di opere strategiche, una posizione contraria allo sviluppo e che ci isola dall’Europa.
PENSIONI: DECISIONI SENZA CONFRONTO
Anche sulle pensioni, pur considerando un buon punto di partenza la proposta della “quota 100”, Annamaria Furlan ripropone ancora una volta l’esigenza di tenere maggiormente conto del problema di tante donne che non arrivano a 38 anni di contributi. La Cisl chiede che si riconosca un anno di anzianità contributiva per ogni figlio, per affermare anche in questo modo il valore sociale della maternità.
OCCORRE UN’ALLEANZA TRA LE FORZE PRODUTTIVE
Dalla riunione degli Esecutivi Unitari scaturirà la proposta di rilancio di una grande alleanza tra le forze produttive e la riaffermazione della centralità del lavoro, evitando interventi fiscali iniqui e inaccettabili. Su tutti questi temi il sindacato è pronto a confrontarsi col Governo, da parte del quale tuttavia fino a questo momento è mancato un segnale di disponibilità al dialogo.